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Prelios: sfida finale tra Fortress e Caputi

MILANO — Un passo avanti per il salvataggio di Prelios. La società immobiliare controllata dal gruppo Pirelli, oberata da quasi 500 milioni di debiti, potrebbe aver trovato il socio cui affidarsi per il rilancio del gruppo. A poche ore dalla scadenza per la presentazione delle offerte finanziarie, il gruppo della Bicocca ha comunicato di aver ricevuto due offerte e che la scelta finale del nuovo partner verrà decisa nel cda convocato per il 26 settembre.
La sfida si giocherà tra i due contendenti rimasti dopo il primo giro di contatti. Si tratta di Fortress Investment Group, società americana che ha avanzato la sua proposta attraverso la controllata di Londra, e la cordata italiana formata da Massimo Caputi e Roberto Haggiag. Il primo ha ceduto da pochi mesi alla famiglia De Agostini le sue quote in Idea-Capital, per cui si tratterebbe di una nuova avventura nell’immobiliare. Il secondo è un imprenditore la cui famiglia è considerata da qualche anno vicina al numero uno della Pirelli, Marco Tronchetti Provera. A fine anni Novanta era socia al 6 per cento di Pirelli e tuttora siede nel cda di Camfin, la holding che controlla la società degli pneumatici.
I particolari delle due offerte non sono state rese note da parte di Prelios. Con uno stringato comunicato, il gruppo immobiliare
si è limitato a dire che «le offerte confermano il percorso delineato dalla società per il rilancio delle prospettive di sviluppo industriale che prevede il rafforzamento patrimoniale, compresa la ricapitalizzazione della società funzionale anche all’ingresso di nuovi soci, nonché il reiquilibrio della struttura finanziaria complessiva, anche attraverso il coinvolgimento dei soggetti finanziatori della società».
In altre parole, Prelios deve trovare fondi freschi per abbattere il debito: la società ha promesso al mercato che scenderà sotto quota 390 entro la fine dell’anno. Anche perché gli oneri finanziari che lo sostengono pesano per una decina di milioni ogni trimestre. Le società che hanno presentato le offerte diventeranno, con tutta probabilità, soci con una quota vicina a quella di Camfin (che ora ha il 14%), così come le banche potrebbero entrare nel capitale, convertendo debito.
Ma per capire quale sarà la struttura dell’operazione che verrà scelta occorrerà aspettare la prossima settimana.

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