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Prelios punta a dimezzare i debiti

Sono obiettivi ambiziosi quelli definiti dal piano triennale approvato nella giornata di ieri dal cda di Prelios.
I due driver principali sono riassumibili in un deciso miglioramento della posizione finanziaria netta, che nel 2016 dovrebbe essere negativa per 200 milioni di euro dai -388 milioni di dicembre 2013, e in un Cagr (tasso composto annuo di crescita) pari al 40% nel triennio per l’Ebit della piattaforma di servizi (6,3 milioni di euro a fine 2013 su un Ebit consolidato di 28,1 milioni di euro).
«La società si appresta a invertire la tendenza migliorando la marginalità e ponendosi sul mercato come aggregatore leader nel settore dei servizi immobiliari» ha affermato Sergio Iasi, a.d. di Prelios. L’obiettivo ultimo del gruppo è quindi quello di completare il nuovo modello di business di pure management company, per «diventare entro il triennio l’asset manager di riferimento per investitori istituzionali italiani ed esteri» recita il comunicato della società.
Due le direttrici del business: la gestione di asset immobiliari e quella degli Npl, non performing loan, e l’offerta dei servizi di property e servizi tecnici in Italia e in Germania. Puntando sui mercati a maggiore marginalità.
Al termine del cda Marco Tronchetti Provera, presidente e a.d. di Pirelli, ha sottolineato il lavoro di pulizia dei conti della società immobiliare portato avanti dal nuovo management: «La situazione critica è stata gestita in maniera corretta dai soci e dal management per portare l’azienda fuori dalle secche» ha detto, aggiungendo che «se il mercato inizierà a dare segnali di interesse, per ora solo limitati agli Npl, potrà dare occasione di realizzare la partecipazione». L’intenzione di Pirelli, azionista di Prelios con il 33,6% del capitale, «è quella di valorizzare le azioni, uscendo da questa partecipazione, non c’è impegno di ulteriori investimenti» ha concluso Tronchetti Provera, ricordando che l’unico vincolo è il valore di libro della quota. Bisogna sottolineare però che a essere immediatamente cedibile è solo il 14% del capitale (compresa la partecipazione di Camfin), il restante 22% è infatti vincolato fino al 2016.
Proseguono intanto attivamente le negoziazioni tra Prelios e il colosso Fortress, tanto che entro metà luglio si potrebbe procedere alla fusione tra Torre Sgr e la Sgr della Bicocca, operazione che darà vita a un gruppo da sette miliardi di euro di asset under management. Leggermente più lontane sembrano invece le nozze tra Italfondiario e Prelios credit servicing, la seconda operazione allo studio con Fortress.
E sul fronte dismissioni? Dopo l’uscita a febbraio dal mercato residenziale tedesco con la vendita del portafoglio Dgag a Buwog, divisione residenziale austriaca e tedesca di Immofinanz Group, il gruppo di Iasi intende completare entro il 2018 la dismissione dei 361 milioni di euro di partecipazioni detenute (dati a marzo 2014), pari a 232 milioni nel mercato italiano, 118 milioni all’estero – quasi tutto in Germania – e 11 milioni di Npl. E la società non esclude di procedere con la valorizzazione complessiva delle partecipazioni, quindi una vendita in blocco mediante la costituzione di un veicolo di deconsolidamento, al fine di accelerare i tempi delle cessioni.

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