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Prelios, il riassetto alla volata finale

La cordata Feidos e l’americana Fortress presentano le loro distinte offerte per il riassetto del gruppo immobiliare Prelios. Per la controllata di Camfin si sono concretizzate all’advisor Lazard le due manifestazioni d’interesse dei soggetti indicati alla vigilia come candidati all’ingresso nella società milanese: si tratterebbe di due offerte complesse, differenti sia per modalità (in particolare la rimodulazione del debito con le banche) sia per possibile iniezione di capitali.
La proposta inviata dalla Feidos del manager Massimo Caputi, ex-fondatore di Idea Fimit Sgr, punterebbe secondo le indiscrezioni su un aumento di capitale da 175 milioni di euro cash. Tra le opzioni sul tavolo ci sarebbe anche quella di allargare l’attuale patto di sindacato che controlla Prelios. Caputi è affiancato ad un gruppo di investitori fra i quali l’imprenditore Roberto Haggiag, uomo d’affari attivo nel settore immobiliare e cinematografico oltre ad essere socio e consigliere di Camfin. La cordata è assistita dallo studio legale Gianni, Origoni, Grippo, Cappelli & Partners e dall’advisor finanziario Leonardo & Co.
Sul fronte Fortress, il gruppo americano (assistito da Mediobanca) avrebbe messo sul tavolo un piano che, oltre all’iniezione cash (si parla di 60-70 milioni), coinvolga le sue attività italiane attraverso il conferimento delle sue controllate Italfondiario, attiva negli Npl, e Torre sgr, che dovrebbe secondo il piano sposarsi con Prelios Sgr.
Ora resterà da vedere cosa decideranno i manager di Prelios e l’azionista Camfin. Per il 26 settembre sarebbe attesa la convocazione di un Cda della società immobiliare guidata da Paolo Bottelli, proprio per visionare le offerte.
Di sicuro, il riassetto di Prelios rappresenta una delle priorità nella riorganizzazione complessiva della galassia che fa capo a Marco Tronchetti Provera. Dopo l’aumento di capitale deciso per Gpi (la cassaforte che sta a monte di tutta la catena) da 45 milioni di euro e a seguito della decisione di lanciare un bond convertibile per Camfin (con tutte le polemiche che sono seguite per la diversità di vedute con la famiglia Malacalza), i riflettori sono ora puntati su Prelios. Si tratta di un nodo complesso per il gruppo della Bicocca visto che la società immobiliare, in tensione finanziaria, deve essere ristrutturata e rilanciata.
Saranno proprio le banche ad avere un ruolo importante nella trattativa per individuare il partner finanziario: in particolare, Intesa Sanpaolo come capo del pool degli istituti creditrici dove è presente anche UniCredit. Attualmente Prelios ha, complessivamente, circa 500 milioni di debiti corporate, mentre i debiti pro-quota dei veicoli-fondi partecipati da Prelios sono pari a 1,5 miliardi a fronte di attivi pro-quota per 2.2 miliardi (a valore di mercato). Non bisogna poi dimenticare che ci sono contenziosi fiscali per 200 milioni.
Per la società immobiliare sarà, dunque, necessario un robusto aumento di capitale, a fronte del quale le stesse banche potrebbero fare probabilmente qualche sacrificio. La stessa Camfin sarebbe inoltre disposta a fare la sua parte, partecipando all’aumento di capitale per una somma che potrebbe attestarsi attorno ai 10 milioni di euro.
Il rilancio del gruppo immobiliare, la ex-Pirelli Real Estate cioè una delle realtà storiche di Piazza Affari, passerà poi dalla riorganizzazione delle attività. Le società a valle delle holding quotata restano infatti redditizie e riescono a mandare un buon flusso di cassa alla controllante. In particolare, la gallina dalle uova d’oro, malgrado il momento di mercato non certo facile e la competizione serrata, resta la Sgr, cioè la società di gestione dei fondi immobiliari. Di recente, la Sgr, guidata dai manager Dario Frigerio e Riccardo Serrini, ha ottenuto l’autorizzazione di Banca d’Italia al lancio di nuovi fondi, dopo il blocco voluto da via Nazionale lo scorso anno per alcune irregolarità.
Uno dei nodi restano anche le attività in Germania che hanno pesato di recente sui conti di Prelios con pesanti svalutazioni. Per queste ultimi asset è in corso un processo separato di vendita dopo che sono arrivate manifestazioni d’interesse da colossi immobiliari tedeschi come Bilfinger & Berger ed Ece Group .

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