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Prelios, crisi infinita spesi dai soci 825 milioni in 6 anni e non bastano

MILANO. Prelios in sei anni ha portato a termine ben tre ricapitalizzazioni effettuando una pulizia di bilancio da 1,1 miliardi. L’ultima operazione risale alla scorsa settimana, quando sono stati convertiti 240 milioni di crediti in azioni di categoria B, operazione che ha portato Pirelli a risalire al 38% del capitale tornando di fatto ad essere il maggior socio del gruppo, come nel 2008 quando dopo il primo aumento da 400 milioni, la società degli pneumatici scorporò quella che allora si chiamava Pirelli Re dal gruppo della Bicocca. La seconda operazione risale al 2013: un anno fa Prelios lanciò un aumento da 185 milioni, ristrutturando 250 milioni di passività e stanziando in caso di eventuali svalutazioni, un convertendo a sette anni da 240 milioni, emissione che 12 mesi dopo era già stata trasformato in capitale.
Nonostante gli 825 milioni iniettati nelle casse della società, e dopo una profonda pulizia di bilancio, il 2014 rischia di essere ancora un anno in salita.Malgrado gli sforzi dell’ad Sergio Iasi e del vice presidente Massimo Caputi, l’aumento dei ricavi di Prelios non basta a coprire i costi dei veicoli ereditati dalla vecchia gestione. Non a caso, la società nel comunicato in cui annunciava una perdita da 332 milioni (che sarebbe stata in parte ripianata dal convertendo), metteva le mani avanti sulle prospettive per il 2014. A prescindere dal buon esito della trattativa con Fortress che contribuirà a far aumentare i ricavi da servizi, Prelios precisava che «è possibile che, a partire dal terzo trimestre 2014, si possa generare un contenuto e marginale fabbisogno di cassa». Insomma, anche se il nuovo piano industriale che Iasi sta per annunciare potrà portare «operazioni di mitigazione » e nuovi tagli dei costi, la società potrebbe avere bisogno di nuove risorse. Secondo un report di Mediobanca, nonostante la vendita degli asset migliori, Prelios non è riuscita a ridurre in modo significativo i debiti perché i proventi incassati a stento coprivano le passività che gravavano nei vari veicoli. Inoltre, molti di questi fondi, pur essendo privi di attività, non potevano essere liquidati per ragioni fiscali. In proposito tuttavia, pare che l’Agenzia delle Entrate abbia sbloccato l’accertamento su una serie di veicoli tra cui quello del fondo Raissa. Fatto sta che l’assemblea che dovrà approvare il bilancio sarà anche chiamata a dare il via libera ai «provvedimenti ex 2446» che prevedono l’abbattimento e la ricostituzione del capitale per perdite da eseguirsi entro 12 mesi, dato che nonostante i 240 milioni del convertendo la perdita 2013 è superiore a un terzo del capitale sociale. In proposito Prelios precisava che «in relazione alla necessità di disporre di flussi di cassa ulteriori rispetto a quelli generabili dall’attività caratteristica e ad oggi prevedibili» gli amministratori del gruppo «confidano nella disponibilità da parte dei principali finanziatori a far fronte al fabbisogno finanziario della società, in modo da consentire a Prelios di operare in una situazione di continuità aziendale». Fonti finanziarie riferiscono che per riportare la situazione patrimoniale in equilibrio, Prelios avrebbe bisogno di 60 milioni di nuove risorse. Ma i soci, pur avendo dato la loro disponibilità, faranno di tutto per scongiurare la quarta iniezione di capitale.
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