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Prelievi fiscali a effetto lampo

Spostare la tassazione italiana dalle «persone» alle «cose» è una ricetta suggerita da diversi economisti. Il nostro paese, infatti, vede una pressione fiscale sui redditi da lavoro e d’impresa ben più alta della media Ocse, mentre i consumi e i patrimoni risultano in generale meno tassati. Le diverse manovre varate nel 2012, anche per rimettere in sesto i conti pubblici in difficoltà, hanno sì aumentato il prelievo fiscale sugli stock di ricchezza (mobiliare e immobiliare). Ma gli oneri tributari sopportati da imprese e cittadini sono, per il momento, rimasti immutati, portando la pressione fiscale «reale» vicina al 55%.

Le forme di tassazione introdotte dal dl n. 201/2011 prima e dai vari provvedimenti targati 2012 poi abbracciano oggi quasi tutte le componenti patrimoniali. Gli immobili pagano l’Imu (l’Ivie quelli situati all’estero), le attività finanziarie l’imposta di bollo «mini-patrimoniale» (l’Ivafe quelle detenute oltre confine e l’imposta speciale quelle oggetto di scudo fiscale ancora secretate), le auto di grossa cilindrata il superbollo, barche e aerei privati le imposte di possesso. E da marzo arriveranno pure la Tobin tax sulla compravendita di azioni e l’imposta «antispeculativa» sul trading ad alta frequenza. A luglio stessa sorte toccherà alle transazioni finanziarie sui derivati. Tutte forme di prelievo varate negli ultimi 13 mesi.

Non solo. A essere toccati saranno anche i consumi degli italiani. L’aliquota Iva ordinaria, dopo il rincaro di un punto del 2011, il prossimo 1° luglio salirà dal 21% al 22%. Mentre un’altra voce ineludibile nel bilancio delle famiglie, vale a dire la spesa per i carburanti, dal 1° gennaio ha visto diventare «ordinarie» le accise «straordinarie» varate la scorsa estate in via provvisoria per finanziare alcune emergenze sul territorio.

Tutto finito? No, perché con l’arrivo del 2013 si dipanano anche gli effetti delle previsioni di natura fiscale contenute nella legge n. 92/2012, che poco attengono alla riforma del lavoro ma che sono comunque capaci di generare gettito ulteriore per finanziarla.

Dalla stretta alla deducibilità dei costi per le auto aziendali (poi resa ancor più incisiva dalla legge di stabilità) alla riduzione dello sconto forfetario ai fini Irpef sui canoni di affitto percepiti (dal 15 al 5%, circostanza può rendere più conveniente, al ricorrere dei requisiti di legge, l’opzione per la cedolare secca).

Ma nella c.d. «legge Fornero» sono contenute altre due disposizioni che andranno a incidere ancora sulle tasche degli italiani. La prima riguarda le assicurazioni auto. Con effetto già sul 2012 il contributo a favore del Ssn applicato sui premi delle polizze Rc auto sarà deducibile dal reddito complessivo del contribuente/contraente solo per la parte che eccede i 40 euro.

In presenza di contributi Ssn di importo inferiore non vi sarà alcuno sconto fiscale. La seconda riguarda i voli aerei. Dal prossimo 1° luglio, l’addizionale comunale sui diritti di imbarco sarà incrementata di 2 euro per ciascun passeggero.

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