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Precompilato senza successo

La sperimentazione del 730 precompilato non centra l’obiettivo. Nel triennio 2015-2017, l’utilizzo diretto della dichiarazione precompilata, da parte dei singoli contribuenti, avrebbe dovuto raggiungere oltre la metà dei modelli trasmessi all’amministrazione finanziaria mentre, certifica la consulta dei Caf (centri di assistenza fiscale), in audizione ieri alla commissione per la semplificazione fiscale della camera: «Il dato che si va a definire in questa ultima campagna di assistenza fiscale conferma la marcata differenza tra le aspettative e dato reale».

Il numero delle dichiarazioni precompilate non supererà, infatti, si legge nel documento, il tetto di 2 mln e 200 mila pari a circa il 10% del numero complessivo dei modelli 730 che verranno trasmessi per il periodo d’imposta 2016.

I Caf non si fermano però al bilancio della precompilata vanno oltre proponendo per sé un ruolo di intermediari fiscali con possibilità di assistenza del contribuente nel contenzioso tributario e di un’applicazione del modello 730 con l’aggiunta di qualche rigo a tutte le persone fisiche anche titolari di partita Iva, un 730 allargato la cui trasmissione già dal 2018 dovrebbe essere prevista per il 30 settembre esattamente come per i dichiarativi Unico.

Ruolo dei Caf. Il dlgs di semplificazione fiscale (dlgs 175/2014) ha capovolto il ruolo dei centri di assistenza fiscale rispetto all’amministrazione. Le informazioni arrivano dall’Agenzia delle entrate e il contribuente ha facoltà e onere di verificarne la correttezza. I Caf dunque si trasformano da soggetti chiamati ad occuparsi di un adempimento a, scrive la consulta, «figure di alto profilo consulenziale capaci di esprimere competenza professionale e assistenza completa rispetto alle esigenze fiscali dei singoli cittadini». Per farlo secondo i Caf bisogna puntare ad elevare i profili qualitativi per garantire attività e controlli per ridurre i margini di errore.

Per ottenere questo risultato e contenere il rischio polizze derivante da questo aumento di responsabilità i Caf propongono di «completare la filiera di responsabilità in carico agli intermediari»attraverso la domiciliazione del contribuente presso gli uffici per le comunicazioni relative al modello 730, rappresentando davanti gli uffici dell’amministrazione finanziaria «anche il ruolo di assistenza tecnica in sede di contenzioso».

Un 730 allargato per tutte le partite Iva. La consulta dei Caf lancia la sua proposta di semplificazione. «il crescente utilizzo e la dematerializzazione della dichiarazione precompilata», motivano i Caf «potrebbero far ipotizzare, in un futuro non lontano, anche una semplificazione più consistente nell’ambito dei modelli dichiarativi, oggi suddivisi tra i due modelli; essendo cambiati i presupposti di base caratterizzati dalle rigide differenze fra 730 ed ex Unico (pagamento diretto da parte dell’Agenzia del credito d’imposta, nuovi quadri inseriti nel 730 per lavoro autonomo quali quelli per amministratore di condominio) il modello 730, con l’inserimento di qualche nuovo rigo, potrebbe diventare addirittura il modello dichiarativo per tutti i contribuenti tranne che per le persone giuridiche che continuerebbero ad utilizzare il modello Redditi».

E il passo verso un’attività di consulenza dei Caf per il popolo delle partite Iva è presto fatta: «al fine di fornire un servizio di assistenza fiscale sempre più qualificato e per quanto possibile meno oneroso sarebbe opportuno, dal 2018, spostare il termine di presentazione del modello 730 dal 7 luglio al 30 settembre come previsto per il modello redditi». Il passaggio sarebbe a costo zero per l’erario trattandosi di dichiarazioni sempre più a credito. I contribuenti si vedrebbero differire, ma solo per il primo anno, il rimborso corrisposto di solito tra agosto e settembre a ottobre, novembre.

Cristina Bartelli

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