Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Precompilate con errori

Può succedere? Sì, può succedere. Ed è successo. Mi sono imbattuto in una dichiarazione precompilata infedele. Ma infedele al contrario. Nel senso che il software dell’Agenzia delle entrate nell’assemblare i dati di un contribuente ha pensato bene di indicare che la liquidazione di un modello 730 precompilato comportava, per il malcapitato, trattenute da operare dal sostituto per oltre 2.700 euro. Tutto questo sul faraonico reddito di euro 17.482. Già inciso di Irpef per euro 2.415 alla fonte. Quindi un’aliquota media del 29% per un reddito che raggiunge a malapena il secondo scaglione? Confesso: nel conto ho messo anche gli acconti che incidono per 900 euro. Ma comunque un’imposta netta di 4.200 su un imponibile di 17.482 è esorbitante. Aspetta, forse sono redditi di capitale? Ma no, sono redditi di lavoro dipendente. Ho capito, sarà una dichiarazione complicata. Qualcosa sarà andato storto. Il contribuente mi consegna la documentazione per controllare la dichiarazione. Sono solo tre CU: due di lavoro dipendente e una di lavoro autonomo non abituale. In più ha tre immobili di cui uno abitazione principale, un altro pertinenza del prima e un terzo immobile dichiarato in altri casi, in altro comune. Subito salta agli occhi che degli immobili non c’è traccia nella precompilata dell’Agenzia. Ma come, non comunica con i suoi stessi archivi? No, no. Comunica. Ma non utilizza. Perché? Mistero. Poi, nonostante ben due CU di lavoro dipendente con periodi non sovrapposti e giorni di detrazione di lavoro dipendente certificati, pari in totale, a 334, nulla compare nell’apposito campo della precompilata. È invece attribuita la detrazione per redditi diversi, inferiore a quella per lavoro dipendente. Come noto le due detrazioni non sono cumulabili, per espressa previsione del Tuir. Ma è altrettanto noto che spetti la più favorevole. Tanto più che la mancata attribuzione delle detrazioni per redditi di lavoro dipendente comporterebbe la restituzione all’Erario del cosiddetto Bonus Renzi. Per farla breve il contribuente deve effettivamente versare poco più di 550 euro. Come è possibile? L’Agenzia lo spiega nelle note della precompilata. Non attribuisce le detrazioni di lavoro dipendente se vi sono due CU e in almeno una delle due è compilata la casella «periodi particolari». Effettivamente, in una CU tale casella è compilata con il codice 4 che identifica l’ipotesi residuale di non coincidenza di giorni di detrazione e durata del contratto. Il contratto è durato dal 1° gennaio 2016 al 31 marzo 2016; giorni di detrazione attribuiti in CU 90. E qui mi si accende una luce: lo stramaledetto 29 febbraio. Il programma di controllo delle CU per i contratti di lavoro dipendente terminati prima del 31 dicembre attribuisce 29 giorni a febbraio. Motivo per il quale se il software di compilazione della CU, come la stragrande maggioranza, ha attribuito 28 giorni a febbraio, si generava un errore, in fase di controllo telematico, superabile in due maniere: o aggiungendo un giorno di detrazione o inserendo il codice 4 a casella 11. Ma in questa seconda ipotesi la precompilata dell’Agenzia diventa infedele al contribuente. È proprio vero gli anni bisestili portano male . Ma all’Agenzia delle entrate non sono superstiziosi. Anzi.

Stefano Camassa

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Il caso Unicredit-Mps, che ha posto le premesse per il passo indietro dell’ad Jean Pierre Mustier ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Con il lockdown la richiesta di digitalizzazione dei servizi finanziari è aumentata e le banche han...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Il Credito Valtellinese ufficializza il team di advisor che aiuterà la banca nel difendersi dall’...

Oggi sulla stampa