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Precompilata, verifica su rimborsi e spese tracciate

È già tempo di verifiche sulla dichiarazione dei redditi precompilata, messa online ieri pomeriggio dalle Entrate. Anche se il modello potrà essere modificato dal 19 maggio, intermediari e contribuenti hanno iniziato a fare i primi riscontri sulle informazioni precaricate dall’Agenzia: un miliardo di dati, di cui 718 milioni relativi a spese mediche.

La prima verifica riguarda la tracciabilità e discende dalla manovra 2020, che ha reso detraibili al 19% solo le spese pagate con strumenti diversi dal contante (eccetto farmaci, dispositivi medici e prestazioni sanitarie presso strutture pubbliche o convenzionate). Perciò, nella sezione «Vedi dettaglio» delle spese mediche del sito c’è un doppio binario:

per le spese che sono detraibili a prescindere dalla modalità di pagamento (ad esempio, un farmaco) sono stati inseriti tutti i dati comunicati dal sistema Tessera sanitaria (Ts). Infatti, nella colonna «Pagamento», molti di questi oneri sono contraddistinti dalle diciture «Non tracciato» o «Informazione non comunicata». Peraltro, risultano “non tracciati” anche diversi acquisti eseguiti con il bancomat, ma – almeno in questo caso – ciò non è un problema;

le altre spese mediche (ad esempio, la visita presso uno specialista) sono state considerate solo se nel sistema Ts il pagamento risulta «Tracciato». È chiaro che le voci mancanti andranno aggiunte, se il contribuente le ha pagate cashless e ha la documentazione.

Per entrambe queste categorie di oneri, poi, l’importo è stato inserito al netto dell’eventuale rimborso comunicato da casse sanitarie e altri enti. Come spiegano le stesse Faq dell’Agenzia – che ieri ha pubblicato anche una Guida dedicata – la presenza di rimborsi e il fatto che uno stesso scontrino possa contenere anche spese non detraibili può far sì che nella sezione «Visualizza i dati», nel Foglio informativo e nel modello reddituale appaiano tre totali diversi.

Molti rimborsi, comunque, non sono inseriti in precompilata. Le Faq spiegano che l’Agenzia non li considera, ad esempio, se un ente comunica in modo indistinto gli importi del contribuente e quelli dei familiari a carico.

Altro controllo sui rimborsi riguarda le cifre relative all’anno d’imposta 2019, restituite nel 2020. Le Entrate le ritengono come redditi diversi soggetti a tassazione separata. Ma se il contribuente le aveva già defalcate nella dichiarazione presentata l’anno scorso, deve cancellare il reddito dal modello 2021. È una questione che riguarda anche le spese scolastiche e per la frequenza degli asili nido.

Per il nido, attenzione al divieto di cumulo con il bonus erogato dall’Inps: se la retta appare nel modello nonostante la percezione del bonus, va eliminata.

Tra le altre variabili da controllare ci sono anche gli immobili. Se la rendita catastale è cambiata nel 2020 – ad esempio a seguito di lavori – bisogna riscontrare che il sistema lo riporti, altrimenti vanno compilati due righi distinti per lo stesso immobile.

In attesa che prenda forma il «testo unico sulle agevolazioni fiscali» auspicato ieri dal direttore delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini, nel webinar organizzato dalla Cassa ragionieri, sono molti gli aspetti da controllare: dal bonus vacanze eventualmente utilizzato nel 2020 ai bonifici per i lavori di recupero edilizio su singole unità immobiliari inseriti nel Foglio informativo (compresi i nuovi 110% e bonus facciate).

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