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Precompilata, ultimi controlli su bonus e redditi

La corsa alla dichiarazione dei redditi precompilata è entrata nell’ultimo miglio. Chi si affida al fai-da-te online ha tempo fino al 22 luglio per inviare il modello 730 alle Entrate, ma i Caf e i professionisti – per beneficiare di questi tempi supplementari – dovranno aver trasmesso l’80% dei modelli già entro giovedì 7 luglio, e anche per questo motivo hanno iniziato nei giorni scorsi l’inoltro massivo delle dichiarazioni. E comunque, anche ai privati conviene affrettarsi, per non rischiare di far slittare eventuali rimborsi alle buste paga e ai cedolini di competenza di agosto.
Nel frattempo, partendo dalle segnalazioni dei privati e degli operatori professionali, si può ricostruire una griglia delle avvertenze per la gestione del 730-2016. Un modello precompilato che si presenta più ricco di dati di quello dell’anno scorso – dalle spese sanitarie a quelle per la frequenza di università pubbliche –, ma che impone un’attenta analisi per scoprire se e dove servono modifiche e integrazioni.
Scontrini e ricevute mediche
Il caso più comune di correzione sarà probabilmente quello delle spese sanitarie. Secondo le elaborazioni del Caf Acli, sono presenti in sette dichiarazioni su dieci. Ma, soprattutto, nel 90% dei casi in cui ci sono spese mediche ci sono anche scontrini farmaceutici. E proprio gli scontrini quest’anno sono presenti nella precompilata solo se preceduti da prescrizione medica, con l’esclusione di tutti i farmaci da banco venduti senza ricetta. Senza contare le altre spese escluse, come quelle effettuate presso ottici, parafarmacie e fisioterapisti.
«Bisogna ricordare che le spese sanitarie vanno sempre rapportate alle situazioni soggettive», osserva Massimo Bagnoli, che con Mauro Soldini guida la Consulta dei Caf. La segnalazione vale anche per le spese mediche per i figli a carico: anche quando il contribuente le ha trovate nella precompilata potrebbe servire un ritocco. A volte la percentuale di effettivo sostenimento della spesa è diversa da quella di carico dei figli, e in queste situazioni bisogna fare attenzione alla diversa attribuzione nel 730 (che ricalca la situazione indicata nella certificazione unica) e alla congruenza di entrambi i modelli dei genitori.
La qualità dei dati non è sempre uniforme, come rilevano gli operatori sul territorio. «Abbiamo trovato precaricate fino al 100% delle spese mediche, comprese quelle che non avrebbero dovuto essere presenti – precisa Claudio Zaccarin, amministratore delegato di Caf Nord-Est –, ma altre dichiarazioni erano invece a zero».
Gli sconti sulla casa
Tra le agevolazioni, un dato che c’era già l’anno scorso è quello degli interessi sui mutui per l’acquisto dell’abitazione principale, detraibili al 19 per cento. Per ora è presto per dire se il secondo anno abbia migliorato ulteriormente l’affidabilità dei dati. Di certo, vanno monitorate eventuali variazioni avvenute nel 2015 (si veda il grafico), così come i casi – per la verità piuttosto rari negli ultimi anni – in cui il prestito ottenuto sia di importo maggiore rispetto al prezzo d’acquisto: in queste situazioni, anche se la differenza finanzia i lavori di ristrutturazione, gli oneri detraibili sono solo quelli per l’acquisto.
Una novità di quest’anno è la presenza – solo nel prospetto informativo – dei bonifici per le ristrutturazioni edilizie e il risparmio energetico. Anche qui, prima di trascrivere le cifre nel modello va riscontrato che tutto sia corretto: un unico pagamento, per esempio, potrebbe comprendere anche spese non agevolate.
Il controllo dei dati
La linea più prudente è quella di riscontrare tutti i dati precaricati. E questo vale sia per i privati, sia per gli intermediari. «Stiamo controllando una ad una tutte le informazioni precaricate, anche i dati ripresi dalle Cu», precisa Alberto Focacci, direttore Cia Toscana Nord, che segue i Caf della Confederazione italiana agricoltori di Lucca e Massa Carrara. Rispetto alle Cu, il dato mancante, soprattutto a fronte di certificazioni multiple, può essere quello del numero dei giorni lavorati, come già successo l’anno scorso.
Sempre in tema di Cu, l’avvertenza che arriva dai Caf 50&Più è specifica per i pensionati: «Devono fare attenzione alle rettifiche delle certificazioni che a volte l’Inps effettua», osserva il responsabile fiscale Romeo Melucci. Se la rettifica viene ignorata, o arriva dopo l’invio del 730, bisogna correggerlo.
La prima tranche di invii
Secondo la Consulta nazionale, i 730 inviati dai Caf al 30 giugno scorso erano 7,5 milioni. «Una cifra sostanzialmente in linea con il 2015 – spiega la responsabile fiscale Stefania Trombetti –, ma per i prossimi giorni e fino al 7 luglio sono pronti a partire altri massicci invii». La sensazione degli intermediari è quella di una sostanziale tenuta: «Non abbiamo l’impressione di un calo di affluenza ai nostri sportelli – commenta Bagnoli – e ci aspettiamo di chiudere la campagna allo stesso livello del 2015».
D’altra parte, venerdì scorso il direttore delle Entrate, Rossella Orlandi, ha sottolineato come a tre settimane dal 22 luglio gli invii dei privati abbiano già superato il totale del 2015: 1,5 milioni contro 1,4. Di certo, ogni contribuente è chiamato a decidere se rivolgersi a un intermediario o affidarsi al fai-da-te, tenendo conto della propria conoscenza fiscale e informatica, oltre che del numero di integrazioni necessarie e dell’entità del rimborso in gioco. Sono queste, in fin dei conti, le variabili che guideranno le decisioni di pensionati e dipendenti.

Cristiano Dell’Oste
Valeria Uva

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