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Precompilata, secondo invio

L’agenzia delle Entrate consentirà un secondo invio del 730 precompilato per chi l’avesse già trasmesso. Una soluzione che sarà formalizzata da un provvedimento a stretto giro e consentirà di effettuare correzioni in caso di errori o anomalie presenti nei dati originari già accettati dai contribuenti. Insomma, una sorta di passepartout per tutte le casistiche di errori rilevate o segnalate.
Di fatto, i soggetti interessati disporranno di una funzione che permetterà di riaprire la dichiarazione, di apportare modifiche e di rinviarle. Naturalmente il contribuente non ripartirà da zero, cioè dalla dichiarazione predisposta dal fisco, ma potrà intervenire sul modello inviato e su cui aveva già apportato modifiche o integrazioni, per esempio inserendo il dato sulle spese mediche e farmaceutiche che danno diritto alla detrazione. In questo modo il secondo invio sostituirà il primo e la precedente precompilata trasmessa si considererà annullata.
Si tratterà di una procedura aperta a tutti quelli che hanno già proceduto l’invio. Uno dei problemi maggiori – segnalati di frequente su queste colonne – riguarda l’assenza dei giorni per il calcolo delle detrazioni da lavoro dipendente o pensione: un’assenza pesante perché rischia di portare a debito i contribuenti. Il provvedimento in arrivo dalle Entrate dovrà fissare la finestra temporale entro la quale sarà consentito riaprire, modificare e trasmettere nuovamente. Potrebbero anche esserci date diverse, perché va fatto un ragionamento sui contribuenti senza sostituto d’imposta con Irpef a debito e che sono alle porte dei versamenti con F24 entro martedì 16 giugno (anche se non dovrebbero essere moltissime le posizioni in una simile situazione). Meno stringente, invece, il vincolo temporale per chi ha già inviato e si trova in condizione di credito Irpef (quindi gli spetta un rimborso): in questi casi si potrebbero concedere anche più giorni per un nuovo invio.
La riapertura del canale e il secondo invio fanno seguito agli interventi discussi e realizzati con tutti gli attori coinvolti nel 730 precompilato. Va ricordato in tal senso l’impegno dell’Inps a ritrasmettere le certificazioni uniche in cui si erano presentate anomalie o errori nella compilazione dei dati. Come, per esempio, la corretta qualificazione delle indennità di sostegno al reddito (Cig, mobilità ma anche di malattia e maternità): uno dei problemi emersi riguardava, infatti, l’indicazione del codice «1» relativo al tempo indeterminato anziché del codice «2» relativo al tempo indeterminato all’interno della certificazione unica. Nei tavoli tecnici con Caf ed Entrate, l’Inps ha fatto presente che avrebbe corretto o integrato le certificazioni uniche con errori su questo punto e che «attestano» redditi fino a 8mila euro (si veda Il Sole 24 Ore del 26 maggio).
E proprio grazie agli elenchi con le correzioni indicate dall’Inps e ai filtri «costruiti» in queste settimane in grado di rilevare anomalie, l’Agenzia segnalerà al contribuente che ha già inviato il 730 la possibilità di riaprire il canale, correggere la dichiarazione e inviarla nuovamente.
Resta un livello di vigilanza molto elevato che fa perno sulla comunicazione centro-periferia. Tutte le segnalazioni che provengono dai centri di assistenza multicanale (Cam) e non sono ripetitive confluiscono al centro in modo da consentire l’individuazione di procedure di assistenza o di intervento calibrate su problemi specifici.

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