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Precompilata più ricca di dati

Alle Entrate 700 milioni di informazioni tra bonus e redditi ma resta il nodo della qualità
Una cosa è certa. La campagna della dichiarazione precompilata 2016 potrà contare su un patrimonio di informazioni molto più ricco rispetto a quello dell’anno scorso. Non solo, perché la base dati sarà utilizzata per preparare 20 milioni di 730 ma anche 10 milioni di Unico web, con un applicativo che guiderà il contribuente alla dichiarazione dei redditi più vicina al suo profilo. In totale, quindi, saranno 30 milioni i modelli già predisposti dall’Agenzia.
Un flusso aumentato
Spesso, riferendosi a un artista, una delle considerazioni più diffuse tra i critici è che la seconda opera (un libro, un disco) è sempre più difficile. Per la dichiarazione precompilata il secondo anno è una vera e propria prova di maturità per testare le reali potenzialità in termini di semplificazione dello scorso anno. Da un lato, infatti, l’afflusso di bonus che nel 2015 i contribuenti dovevano inserire manualmente o con l’aiuto di Caf e professionisti abilitati potrebbe rendere davvero conveniente passare al «fai-da-te». Dei 700 milioni di nuovi dati arrivati nei giorni scorsi, quasi il 75% è rappresentato dalle spese sanitarie: per l’esattezza 420 milioni sono stati recuperati dal Sistema sanitario nazionale e 120 milioni dal Sistema tessera sanitaria. Mancano all’appello i farmaci da banco (come quelli per il mal di testa, per intenderci) per i quali non è prevista la prescrizione medica. Bisogna ricordare come il percorso che ha portato alla loro trasmissione nei mesi scorsi sia stato tutt’altro che privo di problemi: dalle proteste di medici e operatori sanitari fino al botta e risposta tra Entrate e Privacy sulla proroga (poi concessa) per l’invio. Nel complesso, come ha sottolineato l’Agenzia in una nota diffusa ieri, si tratta di spese per 14,5 miliardi che riguardano 50 milioni di cittadini. Del resto, dai 730 elaborati dal Caf Acli lo scorso anno, emerge che sette contribuenti su dieci hanno compilato il rigo E1, cioè quello delle spese sanitarie, con punte vicine all’80% in Lombardia e nelle regioni del Nord. Di fatto, quindi, il precaricamento di quella che è una delle detrazioni sulle spese sostenute tra le più diffuse può davvero consentire di limitare il numero di modifiche o di integrazioni. A questo va aggiunto che sono arrivate anche altre spese non presenti nella precompilata «1.0»: dalla previdenza complementare alle spese universitarie, passando per quelle universitarie. Questo potrebbe anche portare a ridurre le previsioni di modelli da integrare stimate all’avvio della sperimentazione del 730 precompilato, che per il 2016 segnalavano ancora un 45% circa di dichiarazioni su cui i contribuenti avrebbero dovuto “mettere le mani” da soli o assistiti per aggiungere informazioni relative alle deduzioni o alle detrazioni.
La qualità
La quantità, però, da sola non basta. L’altra vera sfida riguarda la qualità dei dati presenti. Già, perché se le cifre non corrispondono con la realtà «fiscale», poi il contribuente dovrà giocoforza intervenire a correggere il tiro. Per dare maggiori garanzie su questo fronte, è stata avviata un’attività di monitoraggio con le assicurazioni sui file trasmessi da questi ultimi. Mentre nelle settimane passate si è lavorato anche su terreni e immobili sia con l’acquisizione dei dati del sistema tavolare sia con un gruppo di lavoro chiamato a migliorare l’affidabilità (si veda «Il Sole 24 Ore» del 21 ottobre scorso). Un aiuto il Fisco lo chiederà anche ai contribuenti, perché le correzioni ai dati presenti avrà la doppia funzione di aggiornare i database dell’Anagrafe tributaria e di evitare errori in futuro in sede di controllo.
Caratteristiche diverse
Le “due” precompilate non hanno le stesse caratteristiche. Solo il 730 consente normalmente di avere l’eventuale rimborso Irpef in busta paga già a partire dalla prossima estate. Così come solo l’accettazione del 730 precompilato consente l’esonero dai controlli formali. Allo stesso tempo, va ricordato che il modello Unico non conterrà i redditi esteri, da partecipazione, d’impresa e da lavoro autonomo non occasionale, che quindi andranno integrati. Anche la tempistica è diversa. Entrambe le dichiarazioni precompilate saranno disponibili nell’area dedicata predisposta dalle Entrate dal 15 aprile. Sarà possibile modificare, integrare o accettare dal 2 maggio ma il termine per l’invio alle Entrate è diverso: 7 luglio (salvo proroghe) per il 730 e 30 settembre per Unico. Da segnalare poi che tra le modalità di accesso quest’anno debutta anche lo Spid.
I controlli sui Caf
Intanto il Garante della privacy annuncia che tra i controlli su cui focalizzerà l’attività nella prima parte dell’anno ci sono anche le verifiche su Caf e intermediari abilitati per la corretta gestione e archiviazione dei dati personali dei contribuenti per i quali inviano il 730 precompilato.

Giovanni Parente

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