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Precompilata Iva dall’1 luglio

In arrivo la precompilata Iva. Dal 1° luglio, saranno messe a disposizione, sul portale fatture e corrispettivi, le bozze dei documenti precompilati Iva, ossia i registri delle fatture emesse e degli acquisti e le comunicazioni delle liquidazioni periodiche Iva. E, a partire dal 1° gennaio 2022, sarà messa a disposizione anche la dichiarazione annuale Iva. All’inizio per una platea sperimentale dei soggetti passivi Iva, per poi essere allargata a tutti i contribuenti. Lo ha affermato il direttore dell’Agenzia delle entrate, Ernesto Maria Ruffini, durante l’audizione in Commissione anagrafe tributaria nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulla digitalizzazione e interoperabilità delle banche dati fiscali.

Ruffini ha spiegato che, nell’ambito della semplificazione dei servizi, «i soggetti che rientrano nella platea, o i loro intermediari in possesso della delega per i servizi di fatturazione elettronica potranno accedere alle bozze dei registri Iva mensili. Se le bozze sono complete (o successivamente alla loro integrazione), il contribuente può procedere a convalidare i registri e con tale operazione non sarà obbligato alla tenuta dei registri Iva mensili convalidati, che saranno memorizzati dall’Agenzia.» In alternativa, ha proseguito Ruffini, «il soggetto Iva o il suo intermediario potrà estrarre le bozze e importarle nei propri applicativi oppure utilizzarle per un confronto con i dati dei propri registri».

Il direttore ha poi indicato che sono circa un miliardo le informazioni trasmesse nel 2020 all’anagrafe tributaria con la dichiarazione precompilata e che, a partire dal 10 maggio, «i cittadini potranno visualizzare il modello 730 precompilato per i redditi 2020» che conterrà una maggiore quantità di dati precompilati in relazione ad alcune tipologie di spese detraibili, tra cui quelle per l’istruzione scolastica, che si aggiungeranno a oneri e spese già presenti.

Nel 2020 sono stati circa 3,8 milioni i contribuenti che hanno inviato la dichiarazione dei redditi precompilata utilizzando direttamente la procedura disponibile sul sito dell’Agenzia delle entrate, ha detto Ruffini, rilevando «un incremento costante delle dichiarazioni trasmesse direttamente dal cittadino senza l’intervento di intermediari: da 1,4 milioni del 2015 a 3,8 milioni del 2020, pari a oltre il 17% del totale dei 730 ricevuti».

Tra i servizi in arrivo nel corso del 2021 Ruffini ha indicato «un nuovo servizio web di precompilazione e invio della dichiarazione di successione e domanda di volture catastali».

Ruffini ha proseguito affermando che sono in fase di implementazione anche una procedura web per la richiesta di registrazione dei contratti di comodato in via telematica, così come una versione web della dichiarazione di successione, che affiancherà il prodotto già utilizzato, con la possibile precompilazione di alcune informazioni già in possesso dell’Agenzia.

In merito al percorso di adesione e integrazione dei servizi dell’Agenzia con le altre piattaforme centralizzate della pubblica amministrazione, Ruffini ha evidenziato l’importanza strategica dell’anagrafe nazionale delle popolazioni residenti (Anpr) nel processo di digitalizzazione della p.a. evidenziando il ruolo centrale del Comune in quanto fonte primaria di certificazione dei dati anagrafici delle persone fisiche. Ruffini ha riportato che, a pieno regime, l’Anpr andrà a sostituire le 8 mila anagrafi comunali sottolineando come al 30 aprile 2021 il 94% dei comuni è censito nell’Anpr.

Con riferimento alla riforma del fisco, Ruffini ha affermato che essa deve puntare «alla massima valorizzazione del patrimonio informativo disponibile, attraverso un esteso utilizzo e una piena interoperabilità della banche dati, nel rispetto della normativa sulla protezione dei dati personali, alla semplificazione degli adempimenti per cittadini e imprese, e alla digitalizzazione dei servizi».

In tema di semplificazione, il direttore ha evidenziato che per riformare e avere un’amministrazione semplice «il Parlamento ha la possibilità di fare piazza pulita delle 800 norme tributarie esistenti e farne poche e semplici, che hanno bisogno di poche attuazioni e spiegazioni».

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