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Preavviso al cattivo pagatore

Al cattivo pagatore, prima della iscrizione nella lista nera dei morosi, spetta la garanzia del preavviso.

Anzi senza la prova del preavviso all’interessato la segnalazione è illegittima.

Chi deve mandare l’avviso (per esempio la banca o la finanziaria) deve curare e provare l’inoltro della comunicazione al domicilio del debitore e questo prima di inserire il nominativo negli elenchi delle centrali rischi private.

La Cassazione (sezione prima civile, ordinanza n. 14685, depositata il 13 giugno 2017) considera illegittima la segnalazione nei Sistemi di Informazione Creditizia (SIC) non preceduta dall’avviso.

La sentenza ha un importante valore pratico, se si considera che molto spesso gli avvisi sono mandati con posta ordinaria, senza possibilità di prova dell’avvenuto ricevimento.

Nel caso specifico si è discusso proprio del «preavviso».

Sulla base della normativa in materia di protezione dei dati personali, l’intermediario finanziario (quale «partecipante» al sistema di informazioni creditizie) deve necessariamente inviare l’avviso in via preventiva all’interessato, avvertendolo dell’«imminente registrazione dei dati» che lo riguardano. Così dispone l’articolo 4, comma 7, del provvedimento del Garante Privacy, n. 8 del 16 novembre 2004 (Codice di deontologia e di buona condotta per i sistemi informativi gestiti da soggetti privati in tema di crediti al consumo, affidabilità e puntualità nei pagamenti).

Secondo la disposizione citata, entrando più nel dettaglio, al verificarsi di ritardi nei pagamenti, il partecipante (cioè la banca o la finanziaria), anche unitamente all’invio di solleciti o di altre comunicazioni, avverte l’interessato circa l’imminente registrazione dei dati in uno o più sistemi di informazioni creditizie. Inoltre i dati relativi al primo ritardo possono essere resi accessibili ai partecipanti solo decorsi almeno 15 giorni dalla spedizione del preavviso all’interessato.

La Cassazione precisa che l’atto di «avvertimento con preavviso» o di «avviso» è una dichiarazione recettizia, in quanto specificamente diretta alla persona dell’interessato e intesa a manifestare la decisione dell’intermediario medesimo di provvedere alla classificazione di «cattivo debitore» del destinatario interessato.

Con il preavviso il cattivo pagatore è messo in grado di conoscere ciò che si può aspettare (circolazione della notizia negativa sul suo conto), se non regolarizza la propria posizione entro il periodo di preavviso.

In quanto atto recettizio e cioè «dichiarazione a determinata persona», la comunicazione risulta soggetta alle prescrizioni generali degli articoli 1334 e 1335 codice civile. Questo significa che l’efficacia della dichiarazione di «avviso» si produce quando la stessa giunge a conoscenza del destinatario interessato, con la presunzione relativa che la conoscenza si abbia nel momento in cui la dichiarazione raggiunge l’indirizzo del destinatario.

Il codice civile non si accontenta, dunque, dell’avvenuta spedizione della lettera: per produrre i suoi effetti di avvio del periodo di preavviso, la dichiarazione deve avere «raggiunto il domicilio» del suo destinatario, e ciò deve essere provato da chi invia la lettera. Si deve trattar del domicilio esatto, per cui se il postino segnala che il destinatario si sia trasferito o sia sconosciuto, l’invio della comunicazione deve essere ripetuto all’indirizzo giusto.

Senza prova, cade la segnalazione. E se la segnalazione è stata fatta, ci potrebbe essere anche una richiesta danni per violazione della privacy.

Antonio Ciccia Messina

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