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Prada, vola l’utile netto 2011

di Monica D'Ascenzo

«Sono appena rientrato da Dubai. Il primo hobby in quell'area del mondo è lo shopping. Direi, quindi, che abbiamo ampi spazi di crescita anche in futuro». Patrizio Bertelli, ad di Prada, nella conference call con gli analisti finanziari riassume in questo esempio le potenzialità di crescita future del gruppo, che ha archiviato l'esercizio 2011 con un utile netto in crescita del 72,2% a 431,9 milioni a fronte di un +24,9% a 2,555 miliardi del fatturato. «L'esercizio 2011 è stato il migliore di sempre per il gruppo. Un anno importante che ha registrato il successo nel progetto di quotazione sulla Borsa di Hong Kong» ha commentato Bertelli, aggiungendo: «quanto realizzato fino a oggi costituisce la base per ulteriori programmi di crescita futuri, che ci vedranno impegnati a consolidare la posizione del gruppo tra i leader delle aziende del lusso su tutti i mercati internazionali, facendo sempre leva sull'innovazione, la qualità e il rispetto della tradizione». La società proporrà all'assemblea un dividendo di 0,05 di euro.
Nel dettaglio l'esercizio scorso ha registrato una forte crescita del canale retail, con vendite per 1,964 miliardi (+38%), è un assestamento del canale retail (-5% a 558,8 milioni) dovuto alla strategia di «forte selezione e di riposizionamento sul mercato», come ha spiegato il direttore finanziario del gruppo, Donatello Galli. A livello di brand, invece, aumento a doppia cifra per Prada (+26% a 1,999 miliardi), Miu Miu (+25% a 441 milioni) e Church's (+12% a 59,2 milioni), mentre Car Shoe ha visto un rallentamento del 5% «a causa consegne ritardate», spiega Galli. Bene tutte le aree geografiche con l'Italia in incremento (like for like) del 28%, l'Europa del 19%, il Nord America del 16%, il Far East del 33%, la Cina del 40% e il Giappone (+1%) ha tenuto nonostante lo tsunami.
L'anno appena terminato è stato caratterizzato per il gruppo anche da un forte potenziamento della rete di negozi propri (Dos), con 75 nuove aperture a fronte di 6 chiusure, per un totale di 388 punti vendita monomarca nel gennaio scorso. «I due terzi delle nuove aperture sono avvenute in Europa e Usa, che per noi non sono affatto mercati maturi. Il continuo incremento di turisti porta, infatti, a un incremento a doppia crifra delle vendite» spiega Armando Tolomelli, appena nominato ceo per l'Asia Pacifico, aggiungendo: «nei mercati cosiddetti maturi la metà del fatturato viene dagli acquisti dei turisti». Proprio per questo, nel confermare l'obiettivo di 80 nuove aperture in due anni, il gruppo indica come un focus particolare sarà posto su Europa e Usa, anche se non saranno trascurati le aree in rapida crescita come Asia, dove è presente con 115 Dos, e Brasile.
Tornando ai dati di bilancio, il gruppo a fine esercizio era tornato a una posizione finanziaria netta positiva per 15,8 milioni e il cfo ha tenuto a precisare che «si preferisce conservare una maggiore flessibilità finanziaria per affrontare un mercato finanziariamente ancora molto volatile». Per i primi due mesi del 2012 non sono state date indicazioni, ma Bertelli si è limitato a dire: «sono in linea con il budget e forse anche meglio».
Ieri a Honk Kong il titolo è salito dell'1,7% a 49,55 dollari, portando la performance dall'Ipo a +25,4 per cento.

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