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Poveri, nuovo record a quota 5,6 milioni Ora salgono al Nord

Nell’anno nero della pandemia cresce la povertà assoluta e miete vittime soprattutto al Nord. Nel 2020 le famiglie in condizione di povertà assoluta erano poco più di due milioni, il 7,7% del totale. Sono aumentate: nel 2019 infatti la povertà riguardava «solo» il 6,4% dei nuclei. La triste contabilità della povertà può essere tenuta anche a partire dagli individui. Il risultato non cambia. Gli italiani in difficoltà sono saliti a 5,6 milioni, passando dal 7,7% del 2019 al 9,4% di oggi.

A certificare il livello del disagio post pandemia è l’Istat. Secondo l’istituto di statistica il 47% dei poveri risiede al Nord contro il 38,6% del Mezzogiorno. Anche in termini di singole persone povere, è il Nord a registrare il peggioramento più marcato, con l’incidenza della povertà assoluta che passa dal 6,8% al 9,3% (10,1% nel Nord-Ovest, 8,2% nel Nord-Est). Sono così oltre 2 milioni e 500 mila i poveri in senso assoluto residenti nelle Regioni del Nord contro 2 milioni 259 mila nel Mezzogiorno. Al Nord ci sono quindi 167 mila famiglie povere in più.

D’altra parte il Nord, proprio perché più ricco, aveva più da perdere a causa della pandemia in termini di minore ricchezza prodotta. L’incidenza delle famiglie in povertà assoluta resta più alta nel Mezzogiorno (oggi al 9,4% dall’8,6% del 2019). Ma la crescita più ampia si registra nel Nord dove la povertà familiare sale al 7,6% del 2020 dal 5,8% dell’anno precedente, con una crescita di 1,8 punti.

Il fenomeno non sorprende Cristiano Gori, docente di Politiche sociali all’università di Trento. «L’aumento della povertà al Nord non è un fenomeno di oggi. È iniziato già nel 2008 con la crisi dei subprime. L’emergenza legata alla pandemia, però, ora sta marcando la tendenza». Gori fa anche notare che i dati Istat sulla povertà prendono come riferimento di partenza i consumi degli italiani. «Non è escluso che la riduzione dei consumi non sia dovuta solo alla mancanza di risorse ma anche ai minori acquisti legati ai periodi di lockdown. Al momento è difficile separare i due fenomeni. Va detto però che l’incremento della povertà rilevato dall’Istat è in linea con quanto evidenziato da altre indagini».

Tornando ai numeri, da segnalare come i giovani abbiamo un rischio povertà più che doppio rispetto agli anziani. L’incidenza della povertà assoluta raggiunge l’11,3% (oltre 1 milione 127 mila individui) fra 18-34enni. Per gli over 65 si ferma invece al 5,4% e riguarda oltre 742 mila persone.

Il rischio di finire in stato di povertà è maggiore per chi ha messo su famiglia. È povero il 9,3% delle famiglie con un figlio minore, addirittura il 22,7% se i figli sono da tre in su. Nelle famiglie rette da un genitore soltanto, il Covid ha portato un giro di vite più evidente: i nuclei monogenitoriali sono poveri nell’11,7% dei casi (nel 2019 la percentuale si fermava all’8,9%). Il risultato è che la povertà assoluta in Italia colpisce 1 milione 337 mila minori (il 13,5% dei minori è povero contro il 9,4% degli individui a livello nazionale).

Per finire, il fattore casa. Abitano in una casa in affitto 866 mila famiglie povere, pari al 43,1% del totale.

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