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Poteri forti al socio della srl

Fra i diritti particolari concedibili ai soci di srl ex art. 2468 c. 3 c.c. è configurabile statutariamente sia quello di veto su talune decisioni per operazioni gestorie, sia quello del socio autoproclamarsi amministratore. I diritti particolari non possono essere esercitati dal socio moroso. Sono questi alcuni dei nuovi Orientamenti societari – Edizione 2015, a cura dell’Osservatorio societario del Consiglio notarile dei distretti riuniti di Firenze, Pistoia, Prato, presentati oggi, venerdì 30/10, a Firenze presso il Consiglio notarile.

Recesso del socio

Nelle società di persone risulta sempre ammissibile, con il consenso di tutti i soci, la risoluzione del rapporto associativo a prescindere dal verificarsi di eventuali cause legali o convenzionali di recesso. In presenza di riserve la partecipazione del socio uscente si accresce fra gli altri soci e la cessazione del socio sarà immediata. Di contro, nel caso in cui sia necessario ridurre il capitale, trova applicazione l’articolo 2306 c.c. (con possibilità di opposizione dei creditori sociali), poiché si tratterebbe di una operazione di rimborso al socio con effetti sul capitale sociale. Tale tesi, perorata dal Notariato toscano anche nella massima n. 29/2012 (laddove non si ritiene possibile procedere a una riduzione immediata ma occorra accordare ai creditori sociali il diritto di opposizione quando ciò comporti una riduzione dell’attivo patrimoniale della società indipendentemente dal valore che venga rimborsato), non trova, tuttavia, riscontri univoci in dottrina ove, altra argomentazione ritiene che in queste circostanze saremo di fronte a una riduzione nominale del patrimonio, già diminuito per effetto della liquidazione della quota e quindi la riduzione non creerebbe nessun pregiudizio ai creditori anche in relazione alla responsabilità illimitata dei soci. La procedura di cui al citato art. 2306 c.c. non trova, invece, applicazione allo scioglimento del rapporto nella società semplice dove questo avviene sempre immediatamente.

Anche nella srl i soci possono all’unanimità consentire il recesso consensuale del socio, prevedendo il rimborso della quota con le riserve disponibili o riducendo il capitale, fatto salvo il diritto di opposizione dei creditori. Non ricorrendo una causa legale di recesso, tuttavia, il valore di liquidazione della quota può non seguire il valore di mercato richiesto dall’art. 2473 c.c. La tesi dei notai toscani era già pacificamente sostenuta anche dal Notariato di Milano con massima n. 74.

Diritti particolari del socio di srl e amministrazione

Nella srl con consiglio di amministrazione, a differenza che nella spa, è lo statuto che può intervenire sull’organizzazione dell’organo gestorio disciplinando ampiezza e contenuto delle deleghe, specifiche figure al suo interno, nonché riservando a uno o più amministratori il potere di veto sul compimento di operazioni anche genericamente intese.

Fra i diritti particolari del socio, ex art. 2438 c.c., è riconosciuta, allo stesso la facoltà di essere amministratore, munito di particolari deleghe o di designare tale incarico.

Morosità del socio di srl

Il socio «parzialmente moroso» subisce la vendita della quota ex art. 2466 c.c. e può essere escluso solo limitatamente alla quota di partecipazione per la quale è in mora, corrispondentemente non può partecipare alle decisioni dei soci (in tal senso, sempre il Notariato di Firenze, con la massima n. 45/2014) e non può esercitare eventuali diritti particolari a lui spettanti.

Esclusione dell’opzione in situazioni di crisi

Ammesso l’aumento di capitale con esclusione del diritto d’opzione, eventualmente preceduto da un azzeramento del capitale esistente, qualora il patrimonio netto risulti perduto, anche se la proposta di concordato sia presentata dalla società debitrice. L’aumento può essere attuato, inoltre, senza il voto dei soci, ai sensi dell’art. 185 c. 6 l. fall. Esteso a tutte le decisioni di competenza dell’assemblea, ordinaria e straordinaria, il potere dell’amministratore giudiziario di adottare deliberazioni senza il consenso dei soci, mediante il meccanismo sostitutivo di cui all’art. 185 comma 6, l. fall.

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