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Poste, utile a 1,2 miliardi Raccolta record dal 2012, la cedola sale a 0,486 euro

La pandemia ha lasciato una traccia. Nell’anno contrassegnato dall’emergenza sanitaria Poste Italiane archivia l’esercizio 2020 con un balzo del volume dei pacchi consegnati (210 milioni di colli, +41,7% rispetto al 2019), ma ad aumentare è anche il valore delle masse gestite che raggiunge quota 569 miliardi di euro (+6,1%). A fare da traino sul fronte dei servizi finanziari è la raccolta netta pari a 17,8 miliardi, il miglior risultato ottenuto dal risparmio postale dal 2012. Gli effetti del Covid se da un lato pesano sui conti del gruppo, guidato da Matteo Del Fante, facendo arretrare sia il valore complessivo dei ricavi che si attestano a 10,5 miliardi (-4%) sia dell’utile netto 1,2 miliardi (-10%), dall’altro hanno concorso all’accelerazione delle attività del settore pacchi con una crescita del 36% dei ricavi (1,16 miliardi) e l’aumento della liquidità sui depositi di 13 miliardi. Un dato quest’ultimo spiegabile con le cifre indicate da Abi (Associazione bancaria), che segnalano oltre 1.700 miliardi parcheggiati da famiglie e imprese su conti correnti e conti deposito, in attesa di un quadro più rassicurante per riavviare consumi e investimenti. Un contesto dove Poste Italiane rivendica il ruolo di «porto sicuro» per il risparmio degli italiani. «Era dal 2012 — ha spiegato Del Fante — che non si otteneva un risultato così positivo in termini di raccolta netta di buoni fruttiferi e libretti di risparmio, di cui ne sono titolari circa 30 milioni di italiani. Nonostante il primo e più duro lockdown abbia avuto un impatto sull’operatività per un quarto dell’anno, la resilienza dei nostri business ha portato nel 2020 a un utile netto di 1,2 miliardi. Di conseguenza — ha aggiunto — è nostra intenzione di proporre un dividendo di 0,486 euro, che rappresenta un incremento del 5% anno su anno».

A caratterizzare l’attività del 2020 è stato anche il risultato dei servizi di pagamento digitali e dei servizi di telecomunicazioni che hanno registrato un aumento dei ricavi del 3,8%, attestandosi a 1,07 miliardi, e soprattutto il balzo del 58% delle transazioni di ecommerce. Il versante dei servizi assicurativi è stato archiviato con una tenuta dei ricavi, pari a 1,64 miliardi (-1,5% rispetto al 2019). In particolare, ha retto il Ramo Vita segnando una crescita nel quarto trimestre (ricavi a +2,8%) e un risultato finale con ricavi annui a quota 1,5 miliardi (-0,5%). Il 2020 è stato inoltre caratterizzato dall’operazione di acquisto di Nexive, società attiva nel mercato corrispondenza e pacchi, oltre che dall’accordo per rilevare il 40% di Bnl Finance entro il primo semestre del 2021, con l’intento di operare nel settore del credito assistito della cessione del quinto dello stipendio o della pensione. «Siamo orgogliosi dei risultati raggiunti nel 2020, confermano la solidità del gruppo anche in un anno molto sfidante: su queste basi costruiremo il nostro futuro, con il nuovo piano strategico di Poste Italiane che sarà presentato il prossimo 19 marzo», ha ribadito Del Fante. Nelle prossime settimane è inoltre atteso il rinnovo della convenzione tra Cassa depositi e prestiti e Poste scaduta alla fine del 2020. L’accordo riguarda la gestione e la remunerazione della raccolta postale, effettuata dal gruppo per conto di Cdp.

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