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Poste Italiane, il 40% sul mercato Facilitati dipendenti e correntisti

Ai blocchi di partenza la privatizzazione di Poste Italiane. Sul mercato finirà il 40% delle azioni, così da mantenere in capo allo stato una quota di capitale non inferiore al 60%. L’operazione potrà essere effettuata in più fasi, attraverso offerte pubbliche di vendita rivolte al pubblico, inclusi i risparmiatori, i dipendenti del Gruppo Poste Italiane e gli investitori italiani e internazionali. È quanto dispone uno schema di decreto del Presidente del consiglio dei ministri in dirittura d’arrivo. All’operazione di privatizzazione potranno, come detto, partecipare sia i dipendenti sia i risparmiatori di Poste Italiane. Inclusi i titolari di conti correnti postali. Per favorire queste ultime due categorie, lo schema di dpcm apre a forme di incentivazione all’acquisto di slot di azioni. Saranno facilitazioni basate sulla prassi delle precedenti operazioni di privatizzazione e comunque incisive in termini di prezzo e di priorità di assegnazione delle quote. Ma se per i dipendenti queste forme di incentivazione saranno standard, per i titolari di conti correnti Poste Italiane e i risparmiatori, le facilitazioni potranno anche avere forme differenti. Sulle modalità di privatizzazione della società, le competenti commissioni parlamentari di camera e senato hanno già rilasciato i pareri positivi di competenza. Si tratta, in sostanza, di una tabella di marcia (con relativi criteri di privatizzazione), che il Consiglio dei ministri aveva stilato il 24 gennaio scorso in forma di dpcm. Ora l’esecutivo è chiamato al via libera definitivo.

Le facilitazioni ai dipendenti del Gruppo Poste Italiane. Le incentivazioni all’acquisto di azioni potranno avvenire in termini di modalità di finanziamento, in termini di quote dell’offerta pubblica di vendita riservate (per tranche riservate e per lotti minimi garantiti) e in termini di prezzo (per esempio, come già avvenuto in altre operazioni simili, attraverso bonus share maggiorata rispetto al resto del pubblico)

Le facilitazioni ai correntisti. Per costoro le forme di incentivazione potranno essere differenziate, sia in termini di prezzo (anche qui con bonus share maggiorata) sia in termini di assegnazione (per esempio nei casi di domanda eccedente la quota offerta al pubblico).

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