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Poste Italiane compra Nexive Il grande riassetto nei recapiti

L’accordo arriva dopo due anni di trattative sotto traccia. Il primo abboccamento tra Poste Italiane e Nexive risale infatti al 2018, quando dal quartier generale olandese è stato deciso di proporre la controllata italiana, specializzata nei servizi postali, al gruppo guidato da Matteo Del Fante. Una mossa rimasta a lungo un’ipotesi, ma nelle ultime settimane a cambiare il quadro di riferimento, che ha portato all’intesa preliminare per l’acquisto, basato su una enterprise value di 60 milioni di euro, di Nexive da parte di Poste sono stati due elementi di novità. Il primo discende dalla difficoltà del business nei servizi di corrispondenza aggravato dall’emergenza sanitaria, una crisi che ha accelerato le operazioni di consolidamento nel settore. Un processo di concentrazione già avvenuto, per esempio, in Olanda e in Austria. Il secondo elemento di novità è una norma inserita nel decreto Agosto che «allarga» le maglie rispetto alle regole Antitrust in materia di concentrazione, autorizzando le operazioni che riguardino imprese attive in mercati caratterizzati da un’elevata presenza di manodopera, con gli ultimi tre bilanci in rosso e che siano di interesse economico generale per il sistema produttivo. In altri termini l’identikit di Nexive con i suoi 1.300 dipendenti diretti e 5 mila indiretti, i circa 200 milioni di fatturato e perdite negli ultimi esercizi di una ventina di milioni all’anno. La norma del decreto Agosto, pensata per fronteggiare le crisi aziendali, consente dunque a un gruppo ex monopolista, come Poste Italiane, di farsi avanti e procedere all’acquisizione senza incappare nello stop dell’Antitrust. L’Autorità che vigila il mercato della concorrenza può infatti chiedere alcuni «aggiustamenti» all’operazione, ma a condizione che non ne pregiudichino la sostenibilità economica. All’interno di questa nuova cornice, è la prima occasione che si utilizza la norma del dl Agosto, è maturato l’intervento di Poste per portarsi a casa le attività di Nexive, rilevandole dagli olandesi di PostNL European Mail Holdings e dai tedeschi di Mutares Holding. «Veniamo in soccorso di questa azienda, e credo che questo faccia bene anche all’Italia», dice Del Fante, che aggiunge: «L’approccio sarà di armonizzazione. Queste tipo di operazioni permettono economie di scala, garantendo la sostenibilità a lungo termine del servizio postale».

Per l’acquisizione definitiva, attesa al più tardi nel prossimo mese di gennaio, resta da stabilire il prezzo finale di Nexive, che si aggirerà intorno ai 50 milioni. Con l’acquisto dell’ex concorrente Poste rileva le attività nel settore della cosiddetta corrispondenza «massiva», ossia le bollette e gli estratti conti che banche e società elettriche affidano alle società di recapito. Un business dove Nexive rappresenta, includendo le consegne di atti giudiziari, raccomandate e notifiche della pa, circa il 12% dell’intero mercato, con volumi annui pari a circa 350 milioni di pezzi. In dote a Poste arriva anche l’1% del settore pacchi (pari a circa 8 milioni di pezzi all’anno).

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