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Poste Italiane completa la governance

Poste Italiane si prepara a completare la governance rimasta in sospeso dopo l’uscita dal cda di Antonio Campo Dall’Orto nel corso dell’estate e a definire una tabella di marcia più precisa per la quotazione in Borsa. I due temi saranno all’ordine del giorno del consiglio di amministrazione convocato per giovedì prossimo. Il profilo del nuovo componente del board (perchè di un altro uomo si tratta) è già stato individuato: la scelta è stata demandata dall’azionista ai vertici della società, salvo poi un avallo sia del ministero dell’Economia che di palazzo Chigi. La ricerca non ha seguito i binari percorsi per la precedente integrazione di due consiglieri, avvenuta a fine luglio, e che ha portato alla nomina di Umberto Nicodano, partner dello studio Bonelli, Erede e Pappalardo, e Chiara Palmieri, proveniente dal mondo della banche d’affari. In quel caso i criteri per la selezione puntavano a figure tecniche per la costituzione dei nuovi comitati endo-consiliari richiesti dalla Banca d’Italia, e in particolare del comitato controllo e rischi di cui Nicodano sarà presidente. Adesso l’attenzione è concentrata a completare gli skill presenti nel board con una figura proveniente dal mondo industriale, con un’esperienza di livello internazionale, tenendo in considerazione la strategia del gruppo puntata allo sviluppo della logistica e dei servizi alle pmi. La nomina di giovedì, a differenza delle due avvenute a fine luglio (deliberate dall’assemblea dei soci), sarà tecnicamente una cooptazione da parte del board del nuovo consigliere , il quale si presenterà probabilmente già alla riunione di giovedì. 
La costituzione dei comitati strategici, rimasta in stand-by ad agosto per le dimissioni (non dovute in realtà, ma volute) di Campo Dall’Orto, sarà un altro tema all’ordine del giorno del board. Gli equilibri sono in via di definizione in questi giorni, ma la regola resta che ogni comitato deve essere distinto dall’altro per almeno un consigliere, oltre che per un presidente, diverso.
L’ad Francesco Caio e il presidente Luisa Todini non possono farne parte. Oltre al comitato rischi, sono previsti il comitato nomine e il comitato remunerazioni.
Il board di questa settimana sarà l’occasione per approfondire i prossimi step della quotazione in Borsa dopo la presentazione del prospetto informativo e la domanda di ammissione a piazza Affari avvenuti lo scorso 11 agosto. Tra questi aspetti c’è sicuramente la tempistica dell’offerta pubblica di vendita. L’accelerazione avvenuta ad agosto per depositare il prospetto era legata all’esigenza di tenere aperta la possibilità di anticipare il più possibile l’offerta e quindi il debutto a piazza Affari. Considerati i due mesi di tempo che la Consob può prendersi per dare via libera al documento informativo (anche se in realtà sarebbero 60 giorni lavorativi, peraltro prolungabili in caso di approfondimenti), il deposito entro l’11 agosto consentirebbe di avviare l’offerta il 12 ottobre (per due settimane, tra offerta retail e istituzionale e il road show avviato in contemporanea) per far iniziare le quotazioni del nuovo titolo in Borsa già dal 26 ottobre. Il board farà il punto sullo stato dell’arte degli adempimenti in corso (anche perchè il prospetto dovrà essere via via integrato) per valutare quando far partire l’operazione. L’alternativa potrebbe essere di far slittare l’Ipo di una settimana, con avvio delle quotazioni i primi di novembre. Una decisione definitiva su questo aspetto verrà assunta in un’altra riunione del board già fissata per fine settembre. Per allora saranno stati decisi anche i dettagli dell’offerta: come la quantità di titoli da mettere sul mercato e la ripartizione tra investitori istituzionali e retail.

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