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Poste in Borsa: da oggi si prenota l’Ipo dell’anno

Tutti pronti per l’Ipo dell’anno. Da oggi gli investitori, dagli istituzionali fino al piccolo risparmiatore, potranno prenotare le azioni di Poste italiane in quello che si preannuncia il collocamento più importante nel nostro Paese dai tempi delle grandi privatizzazioni degli scorsi decenni e anche un’operazione di assoluto rilievo a livello europeo.
Sul mercato potrebbe finire fino al 38,2% del capitale della società controllata dal Tesoro italiano, nel complesso quasi 500 milioni di azioni che saranno suddivise appunto fra gli istituzionali (che si aggiudicheranno il 70%) e la grande platea retail (alla quale andrà il 30%): cifre che se si considera la forchetta di prezzo stabilita (6-7,5 euro per azione) proiettano Poste italiane con i suoi quasi 10 miliardi di capitalizzazione fra le indiscusse future big di Piazza Affari.
Dimensioni a parte, i risparmiatori italiani avranno a disposizione un ulteriore strumento da poter inserire in portafoglio in tempi di rendimenti piuttosto magri. La scelta, per chi a lungo è stato abituato alla sicurezza dei rendimenti dei BoT (prima) e dei BTp (poi), non sarà certo semplice: vuoi perché con le sue due anime – una tradizionale legata ai servizi postali, l’altra bancaria e più innovativa – Poste italiane rappresenta un modello unico di business e mancano sul mercato europeo i concorrenti quotati con i quali confrontarsi; vuoi perché in fin dei conti affrontare un investimento azionario implica un cambiamento significativo di mentalità e strategia per l’investitore.
A spingere verso l’adesione potrebbe contribuire il «premio fedeltà» destinato a quanti manterranno in portafoglio i titoli per almeno un anno (1 azione ogni 20 detenute, cioè il 5%) oppure la politica dei dividendi piuttosto generosa (nel 2015 e nel 2016 l’80% degli utili sarà distribuito agli azionisti). Fattori, questi, che allevieranno la volatilità alla quale si andrà inevitabilmente incontro nel breve periodo sui mercati azionari (vicini ai massimi di periodo) e che rendono le azioni Poste italiane tipicamente adatte a chi ha un orizzonte temporale più ampio, cioè al «cassettista».
Ci sarà tempo fino a giovedì 22 ottobre (salvo chiusura anticipata o proroga) per assicurarsi uno o più pacchetti da 500 azioni ciascuno presso la propria banca, mentre per i dipendenti (ai quali è riservata una tranche di circa 14,9 milioni di azioni, pari al 3,3% del capitale) il collocamento terminerà con un giorno d’anticipo. Soltanto a quel punto si procederà a fissare i prezzi per gli istituzionali e per il retail (quest’ultimo non sarà comunque superiore a 7,50 euro) e si capirà anche il valore minimo dell’investimento, compreso in ogni caso fra 3mila e 3.750 euro. Saranno poi le forze di mercato a determinare la bontà dell’investimento.

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