Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Poste all’affondo finale su Pioneer

L’ora X è ormai scattata: entro oggi saranno consegnate le offerte vincolanti per Pioneer, il gioiellino del risparmio gestito (oltre 220 miliardi di asset) che Unicredit ha messo in vendita e che Poste sta corteggiando da tempo. Sul piatto è stato messo dal venditore l’85% degli asset di Pioneer, quelli presenti in sei paesi: non c’è Pioneer Polonia, su cui Unicredit si riserva di decidere nei prossimi sei mesi. Dovrebbe essere fuori gara Generali, che aveva in un primo momento visto il dossier (ma senza troppa convinzione) mentre sul fronte internazionale si attendono le proposte di Amundi (la più determinata, secondo molti) oltre all’americana Ameriprise Financial, ma il carnet dei pretendenti potrebbe arricchirsi anche con l’australiana Macquarie. Non sembra che Aberdeen Asset Management presenti un’offerta oggi, ma resta interessata, pare, alle attività di Pioneer in America (e potrebbe intervenire in un secondo momento, ad esempio nel caso che vincesse la cordata di Poste).
Il gruppo guidato da Francesco Caio (che ieri ha presentato i risultati dei primi nove mesi, con un utile in crescita dell’11% al netto della plusvalenza per la cessione di Visa) farà la sua offerta con i compagni di cordata della prima ora, cioè Poste e Cdp. Top secret la cifra che verrà offerta, ma secondo alcune fonti l’ordine di grandezza non si discosta molto dai 3 miliardi (sicuramente sarà un po’ più alta, ma non in misura eccessiva). Del resto, lo stesso Caio commentando i risultati di periodo ha confermato l’interesse per il settore: «Siamo interessati al risparmio gestito, come da piano industriale». Però ha aggiunto che il gruppo valuterà potenziali acquisizioni con «disciplina». Insomma, niente prezzi di affezione, anche se è abbastanza trasparente l’interesse – anche dell’azionista pubblico Mef – a che la quota importante di debito pubblico in pancia a Pioneer resti in mani italiane.
Poste ha costituito una cordata in cui avrà la maggioranza assoluta; una quota intorno al 20% andrà invece ad Anima (che però avrà diritti di governance più alti). Intanto la società guidata da Caio sta organizzando il prestito- ponte da due miliardi per finanziare l’offerta; in caso di successo è prevista l’emissione di un bond di pari importo. L’indebitamento viene considerato compatibile con i livelli di solidità patrimoniale attuali e non dovrebbe mettere a repentaglio la politica di dividendi (ancora per quest’anno pari all’80% dell’utile netto consolidato, per il 2017 deve essere ancora indicata).
Tornando ai risultati di Poste, il terzo trimestre 2016 si è chiuso con un utile di 242 milioni, in crescita del 29% rispetto allo stesso periodo del 2015. I nove mesi hanno registrano un utile di 807 milioni (622 milioni lo scorso anno); senza contare la plusvalenza per la cessione della quota di Poste in Visa Europe l’utile netto sarebbe cresciuto dell’11% rispetto ad un anno fa. Bene anche i ricavi totali, inclusi i premi assicurativi, che hanno segnato una crescita del 7,6%, a quota 25,7 miliardi; l’unica voce in calo è quella dei ricavi da terzi da servizi postali e commerciali (-3,6%) ma anche per questo comparto, quello tradizionale delle Poste, c’è un piccolo segno più (1%). Buona andamento del Bancoposta e del risparmio gestito/ assicurativo. Sul fronte dei prepensionamenti volontari, a fine settembre avevano firmato 4.800 dipendenti, raggiungendo così l’obiettivo per fine anno. «Sono risultati che pongono basi molto robuste per ulteriori possibilità di sviluppo e crescita sia organica che attraverso alleanze e acquisizioni», ha spiegato Caio.

Vittoria Puledda

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

«La priorità oggi è la definizione di un piano concreto e coraggioso per fruire dei fondi dedicat...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Sempre più al centro degli interessi della politica, ora la Banca Popolare di Bari finisce uf...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Il post-Covid come uno spartiacque. Le aspettative dei 340 investitori che hanno partecipato alla di...

Oggi sulla stampa