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Possibile stipulare i contratti con atto notarile informatico

Gli operatori economici potranno partecipare alle gare in forma aggregata con i contratti di rete e avranno la possibilità di stipulare il contratto anche tramite l’atto notarile informatico, ma dovranno pagare le spese per la pubblicazione dei bandi delle procedure nelle quali risulteranno vincitori.
La legge di conversione del Dl sviluppo definisce un pacchetto normativo che arricchisce la disciplina degli appalti, sia intervenendo con modifiche del codice dei contratti sia stabilendo regole, esterne allo stesso, che stabiliscono obblighi specifici per le amministrazioni e per le imprese.
L’articolo 36 della legge introduce (comma 5-bis) nel Dlgs 163/2006 due norme che riconoscono come operatori economici concorrenti le aggregazioni tra le imprese aderenti al contratto di rete stabilite dalla legge 33/2009. A questi particolari soggetti si applicano le disposizioni previste per i raggruppamenti temporanei e i consorzi ordinari.
Per gli operatori economici, a partire dal 1° gennaio 2013, le gare diventano tuttavia più costose, perché i soggetti individuati come aggiudicatari devono rimborsare alle stazioni appaltanti (entro sessanta giorni dall’aggiudicazione) le spese da queste sostenute per la pubblicazione dei bandi sulla Gazzetta ufficiale e sui giornali.
La formulazione della norma (che fa riferimento esplicito alle modalità stabilite al secondo periodo del comma 7 dell’articolo 66 e al secondo periodo del comma 5 dell’articolo 122 del Codice) riconosce la permanenza della normativa specifica che prevede la pubblicazione degli estratti sui quotidiani.
Le stazioni appaltanti devono tenere conto anche della riformulazione del comma 13 dell’articolo 11 del Codice, che disciplina in modo innovativo le forme di stipulazione del contratto di appalto, introducendo l’atto notarile informatico e le modalità di formazione elettronica (stabilite dalle regole delle amministrazioni), che si affiancano alla forma pubblica amministrativa e alla scrittura privata (che restano le uniche modalità “tradizionali”).
Le novità introdotte nel codice dei contratti riguardano anche le stazioni appaltanti, che devono iscriversi obbligatoriamente a un’anagrafe unica, istituita presso l’Avcp.
La previsione è contenuta nell’articolo 33-bis e stabilisce che le stazioni appaltanti di contratti pubblici di lavori, servizi e forniture hanno l’obbligo di richiedere l’iscrizione a questo registro presso la Banca dati nazionale dei contratti pubblici (gestita sempre dall’Avcp), e di aggiornare annualmente i dati inseriti.
Le sanzioni in caso di inadempimento sono molto pesanti, perché dal mancato rispetto dell’obbligo di iscrizione e di aggiornamento derivano la nullità degli atti adottati e la responsabilità amministrativa e contabile dei funzionari responsabili.
Spetterà all’autorità definire con propria deliberazione le modalità operative e di funzionamento dell’anagrafe unica delle stazioni appaltanti.
Nel pacchetto normativo prodotto dalla legge di conversione del decreto sviluppo sono previste anche alcune novità in materia di svincolo delle garanzie di buona esecuzione (che incidono sull’articolo 113 e sull’articolo 237 del Codice).
Nell’ottica del rafforzamento dell’uso del Mepa, l’articolo 15 prevede che i pagamenti dei corrispettivi di minor importo per gli acquisti effettuati dalle amministrazioni mediante lo stesso mercato elettronico siano realizzabili, a richiesta dell’affidatario, tramite strumenti elettronici (ad esempio il bancomat o i pagamenti online). In questa prospettiva, le amministrazioni devono adeguarsi entro il 1° gennaio 2013.

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