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Possibile spendere i corrispettivi per la pace fiscale

Il Dl 66/2014 ha, infatti, eliminato il termine del 31 dicembre 2012 previsto dall’articolo 28-quinques per i crediti utilizzabili in compensazione con gli istituti deflattivi del contenzioso e le iscrizioni a ruolo compensabili sono quelle notificate al 30 settembre 2013 (termine differito rispetto al precedente 31 dicembre 2012).
L’ordinamento allo stato attuale consente di utilizzare i crediti vantati verso la pubblica amministrazione in tre modi: con la cessione del credito o con l’anticipazione dello stesso da parte del sistema bancario ovvero in compensazione con i debiti fiscali che hanno fatto oggetto di una specifica procedura di definizione.
Questa ultima possibilità di utilizzo in compensazione è stata offerta ai fornitori della Pa con il decreto del 14 gennaio 2014.
Il decreto, però, non consente mai di compensare i crediti con la Pa con i debiti ordinari e fisiologici creati dal corretto funzionamento dell’attività economica considerata, ma limita l’opportunità ai debiti tributari definiti o con il ricorso all’accertamento con adesione ovvero con l’adesione diretta a processi verbali di constatazione o agli inviti al contraddittorio ovvero alla conciliazione giudiziale ovvero, infine, alla mediazione tributaria,
Il decreto del 14 gennaio 2014 ha, infatti, attuato le regole dettate dall’articolo 28-quinquies del Dpr 602/1973, introdotto dal Dl 35/2013, secondo cui i soggetti titolari di crediti certificati dalla Pubblica amministrazione intesa come Stato, ente pubblico nazionale, ente locale ovvero ente del Servizio sanitario nazionale possono essere utilizzati per compensare debiti tributari derivanti da somme dovute all’Erario a seguito di istituti deflattivi del contenzioso.
Il decreto subordina, infatti, il perfezionamento della compensazione debiti-crediti all’esistenza di alcune condizioni essenziali e vincolanti:
a) i crediti utilizzati in compensazione devono risultare da certificazione rilasciata attraverso la piattaforma telematica e non devono essere già stati pagati dalla Pubblica amministrazione o utilizzati per altre finalità;
b) la certificazione deve recare la data di pagamento del credito certificato;
c) il contribuente titolare del debito tributario deve coincidere, attraverso il riscontro del codice fiscale, con il soggetto titolare del credito certificato.
La procedura di controllo seguirà i seguenti passaggi.
– il contribuente potrà usufruire della compensazione esclusivamente attraverso il modello F24 telematico;
– una volta ricevuto il modello F24 l’agenzia delle Entrate dovrà trasmettere in via telematica alla piattaforma elettronica di certificazione il codice fiscale, gli importi creditizi con i rispettivi dati identificativi e la data di presentazione del modello;
– la piattaforma elettronica di certificazione procederà ai controlli e successivamente comunicherà all’agenzia delle Entrate, sempre in via telematica, il rispetto o meno delle condizioni previste nel decreto.
Il mancato rispetto di una delle condizioni comporta che tutti i pagamenti sono considerati come non avvenuti.
La comunicazione dell’esito negativo viene notificata telematicamente al soggetto che ha trasmesso il modello F24 tramite i servizi telematici dell’agenzia delle Entrate.
Si ricorda che con la risoluzione 16/E del 4 febbraio 2014 l’aAgenzia delle Entrate ha provveduto a istituire i codici tributo da indicare nel modello «F24 Crediti PP.AA» per l’utilizzo in compensazione dei crediti vantati nei confronti della pubbliche amministrazione.
Pertanto il contribuente seguendo puntualmente la procedura ricordata dovrà inserire i relativi codici tributo secondo le modalità indicate nel decreto del ministero dell’Economia del 14 gennaio 2014.

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