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Possibile no a prodotti complessi

«In alcuni casi limite si può giungere fino a vietare l’acquisto di prodotti (finanziari, ndr) complessi a quei consumatori che è più difficile informare»: lo ha sottolineato il direttore generale della Banca d’Italia e presidente dell’Ivass, Salvatore Rossi, durante la presentazione del documento conclusivo dell’indagine conoscitiva sulla semplificazione e la trasparenza nei rapporti con gli utenti nei comparti finanziario, bancario e assicurativo, approvato lo scorso 21 dicembre. «Preservare la fiducia non significa nascondere la complessità dei prodotti dietro parole imprecise. La complessità è in qualche misura connaturata ai prodotti finanziari: non va rifuggita sempre e comunque, bisogna solo evitare che i relativi costi vengano addossati al cliente».

Secondo Rossi, in oltre, l’insufficiente chiarezza dei contratti sui prodotti bancari e assicurativi rischia di minare il rapporto di fiducia con il cliente «che è il collante, necessario e impalpabile, di qualsiasi rapporto finanziario. A volte il venditore, disponendo di uffici legali interni, non vuole rinunciare a cautelarsi da tutte le evenienze possibili, a costo di mettere a rischio, con l’insufficiente chiarezza del contratto proposto, il rapporto di fiducia col cliente. Semplificare non significa banalizzare: bisogna fare in modo che il cliente comprenda fino in fondo che cos’è il prodotto a cui si avvicina, che caratteristiche ha». Comunque, ha proseguito il d.g. di Bankitalia, «non tutto quanto è stato fatto finora è da buttar via: con i prodotti più tradizionali, quelli con i quali si entra in contatto per soddisfare esigenze fondamentali della vita (conti correnti, mutui, prestiti personali, assicurazioni), qualche avanzamento c’è stato».

Nel suo intervento Maurizio Bernardo, presidente della commissione finanze della camera, ha sottolineato che la strategia nazionale di educazione finanziaria va indirizzata «non solo ai cittadini-risparmiatori-investitori ma anche agli operatori finanziari, che devono essere formati adeguatamente per evitare gli errori del passato». Occorre, perciò, creare subito il comitato per l’educazione finanziaria presso il ministero dell’economia.

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