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Possibile a giugno il rialzo dei tassi Fed “Meno rischi globali”

Avviso ai mercati: la Federal Reserve può riprendere ad alzare i tassi, fin da questo mese di giugno. L’annuncio è nelle “minute” dell’ultima riunione tenuta ad aprile ai vertici della banca centrale. La Fed non vuole sorprendere i mercati con mosse improvvise o inaspettate, preferisce prepararli in anticipo. Il rialzo dei tassi a giugno non è una certezza, è una possibilità. Ma già questa è una novità di rilievo. L’ultimo aumento dei tassi direttivi Usa — ed anche il primo ed unico da 8 anni — avvenne a dicembre. Doveva preludere a una normalizzazione dei rendimenti, lenta e graduale, con un calendario di quattro rialzi successivi sempre a dosi modeste (+0,25% alla volta) nel corso del 2016. Poi all’inizio dell’anno ci furono turbolenze esterne — Cina, petrolio — e un rallentamento della crescita americana (solo +0,5% il Pil nel primo trimestre). I pessimisti arrivarono a prevedere una recessione nel corso di quest’anno. Il calendario dei rialzi venne congelato. Quello di dicembre è rimasto, per ora, un evento isolato. Nell’attesa di capire meglio. Ora la Fed non ha certezze, ma si sta convincendo che la tempest è stata temporanea e la situazione torna al meglio. Perciò si riserva di ricominciare ad alzare i tassi. Forse già da giugno, se i prossimi dati (soprattutto Pil e lavoro) confortano l’ottimismo. «La maggior parte dei partecipanti (al meeting della Fed, ndr) — si legge nelle minute — giudicano che se i prossimi dati conforteranno lo scenario di una crescita che riprende vigore nel secondo trimestre, il mercato del lavoro continuerà a migliorare, e l’inflazione farà progressi verso l’obiettivo del 2%, allora sarà corretto aumentare l’obiettivo dei tassi a giugno». Nello stesso testo si rileva anche che «i rischi globali si sono attenuati ». Anche se qualche partecipante invita alla cautela, soprattutto per quanto riguarda la possibilità di nuovi problemi nell’economia cinese, oppure di una vittoria dei sì nel referendum per l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea.
La Fed vuole recuperare margini di manovra per poter decidere con flessibilità alla luce dei dati. Per questo vuole sgomberare il campo dalla “certezza” dei mercati che ormai avevano escluso un aumento dei tassi a giugno. Ritornare ad una graduale normalizzazione, dopo quasi 8 anni a tasso zero, è considerato importante anche per avere margini di manovra se davvero arrivasse una recessione (cosa che prima o poi accadrà). Attualmente i tassi sui fondi federali — tecnicamente il rendimento che la banca centrale paga sulle somme che le banche commerciali le prestano a brevissima scadenza — sono a livelli storicamente anomali per una ripresa economica settennale: tra lo 0,25% e lo 0,50%. Ma in Europa e Giappone i tassi sono scesi addirittura sotto zero. E l’annuncio di un possibile aumento dei rendimenti americani ha subito provocato un rafforzamento del dollaro sulle altre valute.

Federico Rampini

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