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Posizioni lunghe, soglia al 5 per cento

La Consob si porta avanti sul recepimento in Italia della nuova direttiva Transparency. E abbassa da subito al 5 per cento la prima soglia per la comunicazione delle posizioni lunghe. Il decreto legislativo che darà infatti il quadro di riferimento per l’applicazione in Italia sulle nuove regole europee è all’esame delle commissioni parlamentari per il parere. E intanto i soggetti interessati al recepimento delle norme stanno facendo avere alle commissioni le loro osservazioni per eventuali cambiamenti.
Nel frattempo però la Consob, che ha una serie di compiti “attuativi” delle regole della Transparency, non è stata ferma ed ha messo sul proprio sito, prima una direttiva sulle posizioni lunghe (pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale di ieri) e poi ha lanciato una consultazione sul decreto legislativo di recepimento della direttiva.
Questi primi interventi dell’authority riguardano principalmente questioni legate all’obbligo di comunicazione delle partecipazioni rilevanti. Per le esenzioni infatti, come già accade per altri ordinamenti anche in Italia, la soglia verrà fissata al 3 per cento, ma per le Pmi resterà la soglia attuale del 5 per cento, lasciando in vita quindi un doppio binario che può generare qualche confusione. Però al di là della soglia ci sono molte altre novità sul tema della comunicazione delle partecipazioni, su cui Consob comincia a fare chiarezza.
La direttiva abbassa dunque la quota per la comunicazione delle posizioni lunghe. La regola attuale prevede «che coloro che, direttamente o per il tramite di interposte persone, fiduciari o società controllate, detengono una posizione lunga complessiva comunicano alla società partecipata e alla Consob: il superamento delle soglie del 10%, 20%, 30% e 50%». Ora andrà comunicata anche il superamento della soglia del 5%. Un passaggio, si ricorda, che non fa parte della consultazione, ma di una direttiva già pubblicata in Gazzetta Ufficiale ed entrata in vigore. La mossa è dovuta al fatto che le regole tecniche della Transparency sono in vigore già dal 26 novembre, ragione per cui, fanno sapere dall’Authority, occorreva dare subito delle indicazioni certe al mercato. La consultazione invece riguarda le comunicazioni delle partecipazioni rilevanti, per illustrare al mercato in anticipo una serie di questioni tecniche legate alle partecipazioni potenziali e gli strumenti finanziari economicamente equivalenti.
Un altro aspetto che appassiona coloro che si occupano di governance è la questione dell’abolizione delle trimestrali. Il decreto legislativo all’esame del Parlamento, a meno di improbabili (almeno su questo punto) cambiamenti, affida alla Consob il compito di stabilire se alcuni tipi di società dovranno tenere degli obblighi di comunicazione “intermedi” rispetto alle semestrali. In questo caso però l’authority non ha ritenuto ancora di portarsi avanti, perché da un lato non c’era l’incombenza di regole tecniche comunitarie già applicabili, dall’altro il compito, sulla base di eventuali osservazioni parlamentari, potrebbe essere ulteriormente precisato. Quindi meglio aspettare la delega.

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