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Portale vendite pubbliche con deficit di efficienza

Le nuove regole sulle vendite telematiche presentano profili di criticità. La mancanza di regole specifiche ha fatto emergere una serie di prassi, diverse a seconda del tribunale di riferimento. Ma, in generale, è il portale delle vendite pubbliche (Pvp) a presentare le maggiori difficoltà, data la sua carenza di efficienza dovuta ai tempi lunghi necessari per l’espletamento degli obblighi di pubblicità. È quanto emerge dall’analisi condotta dal Consiglio nazionale dei dottori commercialisti ed esperti contabili (Cndcec) che ha sottoposto 550 iscritti a un questionario relativo alle nuove modalità di vendita telematica a un anno dall’entrata in vigore della riforma che ha istituito l’obbligatorietà della pubblicità sul portale delle vendite pubbliche per i beni pignorati. Dalle risposte fornite dagli iscritti emerge che le criticità maggiori si ravvisano sotto il profilo del funzionamento del portale e sulla sua efficienza. «L’attività del delegato», si legge nel report Cndcec, «è aggravata da numerosi problemi tecnici segnalati dagli intervistati». Ad esempio i professionisti scontano la mancanza di una procedura di correzione degli errori che li obbliga spesso «a ripetere più volte le medesime operazioni o, addirittura, a iniziare ex novo tutto il procedimento, che comporta anche l’obbligo di provvedere all’ulteriore versamento del contributo di applicazione (che è di 100 euro). La mancanza di univocità delle prassi nei vari tribunali comporta altri problemi ai professionisti, che si devono interfacciare con modalità di applicazione diverse a seconda della Corte con cui si interfacciano. Altre criticità emergono in relazione al regime di responsabilità e ai nuovi adempimenti in capo al professionista delegato alla vendita. Su queste basi, il Cndcec suggerisce innanzitutto di risolvere i problemi tecnici riscontrati nell’utilizzo della piattaforma; di riconoscere al professionista il ruolo di unico soggetto qualificato alla pubblicazione nel Pvp; razionalizzare le modalità di pubblicazione quando siano posti in vendita più lotti e agevolare le modalità di vendita telematica con la predisposizione di un maggior numero di sale d’asta all’interno degli ordini professionali».

Michele Damiani

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