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Sei portafogli per tre duelli

Che ne sarà del Regno Unito (e dell’Europa) tra venti giorni? Janet Yellen alzerà i tassi americani oppure no? E l’economia cinese cadrà bene in piedi o si slogherà una caviglia?

Sui mercati finanziari — e nei portafogli dei risparmiatori grandi e piccoli — è tempo di duelli molto incerti. Nessuno dei tre grandi punti interrogativi con collocazione geografica che si allarga in progressione ad abbracciare tutto il pianeta, ha oggi una risposta sicura. Il rumore delle sciabole incrociate si sublima nei dati che provano a descrivere la realtà nell’una o nell’altra ipotesi. La verità è che, come sempre, scopriremo solo vivendo che aria tirerà nell’Unione europea se i sudditi della Regina se ne andranno sbattendo la porta e se le scelte della Federal Reserve e gli sforzi di Pechino per diventare una potenza mondiale andranno nell’una o nell’altra direzione.

NumeriAlla rappresentazione civile e razionale delle singolar tenzoni che si risolveranno con voto popolare e decisioni politico-economiche nel giro di un po’ di tempo, cerca di dare un contributo anche questa rassegna dei portafogli possibili, che abbracciano un po’ tutte le opzioni sul campo. Le uscite che potrebbero chiudersi e le porte che potrebbero aprirsi da qui alla fine dell’estate.

In tutti e tre i casi c’è un’ipotesi che farebbe ri-scatenare la volatilità (il sì alla Brexit, un ennesimo malinteso tra i mercati e i timonieri del costo del denaro Usa, l’idea che il gigante cinese non riesca a mantenere le promesse di crescita) e che quindi chiama in causa ricette dove hanno un peso rilevante titoli obbligazionari di elevata qualità, oro, azioni ad alto dividendo.

Mentre le soluzioni più pacificatrici e più ottimiste dal punto di vista della crescita aprono gli orizzonti a opportunità di investimento che contemplano i Paesi Emergenti, le Borse europee, i titoli obbligazionari delle società quotate che, nell’area euro, verranno a breve messi sotto un faro di interesse inedito, dopo la conferma che tra qualche giorno cominceranno gli acquisti della Banca centrale.

Per aiutare i mercati e smuovere l’inflazione, quindi, Draghi e i suoi non si limiteranno a comprare i titoli di Stato dei Paesi membri ma sceglieranno anche tra le emissioni corporate. Un piano già noto, ma ora si parte.

Le domandeChe cosa può fare chi si sente in balia di questi duelli così importanti e dall’esito così incerto?

La prima cosa è pensare in grande. Ci piaccia o no, il Regno Unito ce l’abbiamo in casa, ma anche le mosse della Federal Reserve e quel che accade a Pechino ci riguardano sempre di più. Chiudere il cervello e il portafoglio potrebbe non servire a nulla o essere pericoloso in un contesto dove i vasi sono così comunicanti.

Le opzioni suggerite dagli esperti che hanno costruito i sei suggerimenti offrono asset allocation che possono funzionare nel medio periodo e che non scommettono con troppa miopia su un singolo tema, utilizzando il futuro delle nuove economie, i nuovi (o vecchi) equilibri europei e le possibili evoluzioni dei rendimenti obbligazionari come leve di rendimento extra.

Intanto i duelli continuano. E siamo tutti touché .

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