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Portabilità del credito Iva

di Franco Ricca 

Niente barriere fra le posizioni Iva con le quali il soggetto passivo non residente ha operato nel territorio dello stato: in caso di chiusura della partita Iva accesa attraverso l'identificazione diretta (oppure attraverso il rappresentante fiscale) e apertura della partita Iva per istituzione di una stabile organizzazione, l'imposta a credito maturata in capo alla vecchia posizione si trasferisce a quella nuova. Gli adempimenti dichiarativi dovranno poi essere assolti secondo le stesse regole previste per le trasformazioni soggettive. È quanto emerge dalla risoluzione dell'agenzia delle entrate n. 108 del 24 novembre 2011, che dichiara superato il precedente orientamento della risoluzione n. 327/2008, che aveva tra l'alto ritenuto inammissibile la compensazione dei crediti di una posizione con i debiti dell'altra, in considerazione del mutamento del quadro normativo intervenuto con il dl n. 135/2009. Tale decreto a seguito di una sentenza della corte di giustizia Ue, ha modificato il dpr 633/72 rimuovendo la possibilità per il soggetto estero di essere titolare di più posizioni Iva in Italia e consentendo così al soggetto stesso di avvalersi della propria stabile organizzazione per detrarre l'Iva sugli acquisiti effettuati in Italia, anche se estranei all'attività della branch. A tale riguardo, la risoluzione avverte tuttavia che se il soggetto estero svolge all'estero un'attività con detrazione limitata, l'imposta sugli acquisti effettuati in Italia sarà detraibile con le limitazioni di legge. L'intervento dell'agenzia, sollecitato da alcune richieste di chiarimenti, prende le mosse dai principi statuiti dalla corte. Dopo avere ricordato l'evoluzione del quadro normativo, l'agenzia osserva che la modalità di restituzione dell'Iva mediante detrazione oppure mediante rimborso dipende dalla circostanza che il soggetto passivo sia stabilito o meno nel territorio dello stato. Deve considerarsi stabilito, a tal fine, il soggetto che ha un collegamento territoriale rappresentato dalla stabile organizzazione. Pertanto, il soggetto che ha istituito una stabile organizzazione in Italia, cessando nel contempo la partita Iva accesa direttamente o mediante rappresentante fiscale, è legittimato ad esercitare la detrazione senza che sia rilevante il fatto che il credito Iva sia relativo ad operazioni effettuate con la posizione Iva preesistente, chiusa in seguito all'apertura della stabile organizzazione in base al principio di unicità della posizione Iva.

La dichiarazione annuale. Ad avviso dell'agenzia l'operazione sopra descritta è assimilabile ad una trasformazione sostanziale soggettiva in cui vi è continuità tra i partecipanti. Di conseguenza, qualora la trasformazione sia avvenuta prima della data di presentazione della dichiarazione Iva relativa all'anno precedente, tale dichiarazione sarà presentata dalla stabile organizzazione (avente causa) in veste di dichiarante, indicando nel riquadro contribuente i dati del soggetto non residente e nel riquadro dichiarante i propri dati e il codice carica «9».

La dichiarazione relativa all'anno nel corso del quale si è verificata la trasformazione, poi, sarà presentata, sempre dalla stabile organizzazione, con un unico frontespizio e due moduli, uno per le operazioni proprie dell'intero anno, l'altro per le operazioni della posizione Iva preesistente (fino al mese o trimestre antecedente a quello nel corso del quale è avvenuta la trasformazione), seguendo in pratica gli stessi criteri previsti per le ipotesi di incorporazione, trasferimento di azienda ecc.

Diritto alla detrazione. L'agenzia avverte che qualora l'attività svolta dalla società comunitaria già identificata direttamente sia esente o, comunque, con limitato diritto alla detrazione, l'Iva relativa agli acquisti territorialmente rilevanti in Italia, effettuati dalla stessa, concorreranno nella liquidazione della stabile organizzazione nel rispetto delle prescrizioni di cui agli artt. 19 e 19-bis del dpr 633/72. La precisazione esprime un principio applicabile non solo nel particolare caso di successione di posizioni, ma via generale, nei riflessi degli acquisti che il soggetto estero fa transitare dalla stabile organizzazione.

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