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PopVicenza, la stretta della Procura

Milano Cambio di passo a Vicenza. La Procura della repubblica che da settembre sta indagando gli ex vertici della Banca Popolare con l’ipotesi di aggiotaggio e di ostacolo agli organi di vigilanza, sta allargando le ipotesi di reato ad associazione a delinquere e falso in bilancio.
Il 22 settembre scorso era scattato il blitz che aveva portato alla perquisizione in diverse sedi della Popolare e all’indagine su sei amministratori dell’istituto: l’allora presidente Gianni Zonin, dimessosi il 23 novembre; l’ex amministratore delegato Samuele Sorato; gli ex vice direttori generali Andrea Piazzetta ed Emanuele Giustini; i consiglieri Giovanna Maria Dossena e Giuseppe Zigliotto, quest’ultimo presidente della locale associazione di Confindustria.
«Ci troviamo di fronte ad una organizzazione strutturata, la banca, all’interno della quale alcune persone avrebbero operato, con una struttura gerarchica e ben organizzata, per mettere a segno un numero indefinito di reati – ha spiegato il Procuratore capo di Vicenza, Antonino Cappelleri -. Già oggi ci troviamo con almeno 500 casi di azionisti che lamentano di essere stati truffati e a questi numeri bisognerà quasi certamente aggiungere gli altri 100 esposti depositati alla procura di Udine».
Sette invece sono gli indagati nella parallela indagine che sta svolgendo la procura di Prato, dove la Popolare di Vicenza controlla l’ex Cassa di Risparmio. Cappelleri ha confermato che, in questo momento, i reati principali rimangono l’aggiotaggio e l’ostacolo alla vigilanza, «ma è logico pensare – ha detto il procuratore – che si dovrà estendere il campo d’azione anche alla valutazione di altre fattispecie, come il falso in bilancio e il vincolo associativo. I reati, per così dire satellite , sono quelli di truffa o di estorsione». Un grande imbroglio, che ha aperto un buco superiore ai 5 miliardi di euro e che probabilmente vedrà aumentare anche il numero degli indagati.
La svolta nelle indagini avviene quasi in contemporanea con la presentazione della domanda di quotazione in Borsa delle azioni delle banca, domanda peraltro subordinata al via libera degli azionisti, che sono chiamati sabato prossimo all’assemblea straordinaria che si terrà a Gambellara. Sono 117 mila i soci della cooperativa che dovranno votare la trasformazione in spa e un aumento di capitale da 1,763 miliardi di euro che aprirà le porte alla quotazione in Borsa.

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