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PopVicenza da 10 centesimi a 3 euro. Aumento fino a 17 miliardi di azioni

Le nuove azioni della Banca Popolare di Vicenza saranno offerte a un prezzo compreso tra i 10 centesimi e i 3 euro. Lo deciderà il mercato, in forza soprattutto dell’interesse che la banca guidata da Francesco Iorio saprà catalizzare da qui al 3 maggio, giorno dell’atteso debutto in Borsa. La discussione sul prezzo delle nuove azioni ha catalizzato l’ultima seduta del consiglio della banca, riunitosi lunedì alle 20. Solo dopo le due di notte si è giunti alla determinazione finale che ha sorpreso molti per l’ampiezza della forchetta di prezzo proposta: tra minimo e massimo il rapporto è di 1 a 30. Un caso unico nella storia delle Ipo di Piazza Affari, dove ieri le banche hanno archiviato un’altra giornata in profondo rosso.

Se il prezzo di collocamento dei nuovi titoli, in occasione dell’imminente aumento di capitale da 1,763 miliardi, si avvicinasse all’ipotesi più pessimistica, finirebbero sul mercato 17 miliardi di nuove azioni, che si aggiungerebbero con un effetto estremamente diluitivo sui 100 milioni di titoli esistenti. Per i vecchi azionisti, un colpo da ko. Che viene confermato dal comunicato dello stesso cda vicentino, guidato dal presidente Stefano Dolcetta: la banca dopo l’aumento di capitale capitalizzerebbe in Borsa tra 1,51 e 1,8 miliardi. Da cui il valore prossimo allo zero della banca senza far ricorso all’aumento.

Il cda della Vicenza ha sottolineato come l’intervallo di valorizzazione ha il fine esclusivo di consentire la raccolta delle manifestazione di interesse da parte degli investitori istituzionali nell’ambito del progetto di quotazione che dovrebbe prendere corpo oggi, se arriveranno le autorizzazioni dalle autorità di Vigilanza, Consob in primis. Il minimo di 0,1 euro è stato stabilito, spiega il cda della Vicenza, «alla luce dei limiti tecnici connessi alla fissazione di un prezzo da determinarsi, tenendo conto del multiplo P/Tbv minimo matematicamente implicito» di circa 0,38, mentre il prezzo massimo è stato calcolato con un multiplo di circa 0,45 «in considerazione dell’opportunità di disporre di un margine di flessibilità alla luce dei significativi livelli di volatilità attualmente riscontrabili sui mercati finanziari». Si tratta di un valore che il cda ritiene «sostanzialmente allineato al multiplo medio espresso dai prezzi azionari relativi alle popolari quotate calcolato alla data del 15 aprile 2016». Tale prezzo corrisponde a una valorizzazione del capitale della Banca post-aumento che «rappresenta una maggiorazione del 20%o» rispetto alla valorizzazione espressa dal prezzo minimo dell’intervallo. Pesanti le reazioni degli azionisti, sia attraverso le associazioni dei consumatori che per voce dei politici.

«Siamo nel mezzo del processo di quotazione per Popolare di Vicenza e poi arriverà anche per Veneto Banca – ha detto il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia – a noi azionisti, e io lo sono di entrambe e quindi vivo i problemi di tutti gli altri soci, interessa che si chiuda questo processo e che si faccia chiarezza. Sono fiducioso nell’azione delle procure: so che stanno lavorando e ripongo la mia fiducia nel lavoro dei magistrati. Se c’è un qualcosa che non ha funzionato e che è attribuibile a responsabilità personali di qualcuno è giusto che la magistratura lo faccia emergere e si puniscano coloro che hanno avuto comportamenti non compatibili». Oggi, dopo i supplementi informativi, si attende il via libera della Consob.

Stefano Righi

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