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PopVicenza, chiesto rinvio a giudizio per Zonin

La procura di Vicenza chiede che vada a processo Gianni Zonin, per 19 anni presidente della Banca Popolare di Vicenza fino al novembre 2015. Con lui, sei ex manager dell’istituto. Le accuse sono di ostacolo all’attivita di vigilanza, aggiotaggio e falso in prospetto. Al centro dell’inchiesta, durata due anni, ci sono le condotte che hanno portato la Popolare a bruciare 6 miliardi di capitale investito in azioni dai soci, a essere poi rilevata da Fondo Atlante e infine a essere salvata con soldi pubblici, mentre la parte sana dell’istituto è passata a Intesa.
Il focus dell’indagine è sulle operazioni di ricapitalizzazione a cui la banca ha fatto ricorso nel biennio 2013-2014. Una campagna sostenuta per almeno 963 milioni con il meccanismo delle “operazioni baciate”. In pratica, la Popolare prestava soldi ai soci a condizione che l’importo fosse poi del tutto o in parte speso nell’acquisto di azioni della stessa Popolare. Ma se i soldi che entravano con la vendita di azioni venivano iscritti a bilancio come capitale, la banca non faceva figurare come passivo gli importi prestati. Un meccanismo che ha sgretolato il capitale della banca, facendo crollare l’azione dal valore – sovrastimato, secondo la procura di 62,50 euro ad appena 10 centesimi. Per i pubblici ministeri Gianni Pipeschi e Luigi Salvatori, Zonin e i suoi manager avrebbero «diffuso notizie false» e posto in essere «operazioni simulate e altri artifici, concretamente idonei a provocare una sensibile alterazione delle azioni BpVi». Oltre che per il ventennale patron della banca, il processo si avvicina per l’ex direttore generale Samuele Sorato e per l’ex direttore dell’area Mercati, Emanuele Giustini. Sono indagati anche l’ex consigliere di amministrazione Giuseppe Zigliotto, l’ex responsabile dell’area Finanza, Andrea Piazzetta, l’ex direttore dell’area Crediti, Paolo Marin, e il dirigente responsabile della redazione dei documenti contabili Massimiliano Pellegrini. Per i reati di aggiotaggio e ostacolo alla vigilanza, viene chiamata in causa anche la banca in liquidazione coatta.

Franco Vanni

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