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PopVicenza, aumento atteso a metà mese

Per il momento sarebbe fissata per lunedì 11 aprile, o più probabilmente per il 18, la partenza dell’aumento di capitale della Popolare di Vicenza.
A monte, soprattutto in UniCredit (che è garante dell’operazione), si ragiona di un possibile slittamento in attesa di condizioni di mercato più accettabili, ma per ora la banca guidata da Francesco Iorio e Stefano Dolcetta prosegue secondo la tabella di marcia imposta dalla Banca centrale europea e caldeggiata dal governo, secondo quanto dichiarato ieri il sottosegretario all’Economia, Pier Paolo Baretta:?«Il nostro – ha detto – è un pressing politico:?come esplicitamente abbiamo espresso apprezzamento per l’operazione Banco Popolare-Bpm, così ora stiamo spingendo dicendo che più presto si fanno gli aumenti di capitale e meglio è per ripartire con le banche risanate».
Sempre a Vicenza, si pensa a rimescolare le carte dentro al consiglio, seguendo le indicazioni arrivate da parte di Borsa Italiana. In vista dello sbarco, a Piazza affari alla (ex) popolare si è chiesto un irrobustimento delle competenze in seno al consiglio con il rinnovo anticipato di alcuni componenti; in tre avrebbero già dichiarato la propria disponibilità al passo indietro, ma è difficile che le dimissioni possano arrivare sul tavolo del consiglio nella seduta di oggi. Prossima tappa il prezzo di collocamento, atteso tra due settimane.

Giorni caldi anche nella vicina Veneto Banca, dove invece l’aumento si farà a giugno e non più ad aprile come inizialmente previsto: «Di certo non è un bel mercato, oggi ad esempio (ieri, ndr) in Borsa non è una bella giornata, ma si deve guardare a un trend e credo che oggi ci siano le condizioni per andare sul mercato – ha detto ieri l’amministratore delegato, Cristiano Carrus -. Sicuramente non stapperemo champagne ma è un mercato che consentirà di fare l’operazione». Sempre ieri ennesimo cda, dove i consiglieri – in gran parte uscenti, stanti le richieste di rinnovamento giunte da parte della Bce – si sono confrontati sui prossimi step in vista dell’assemblea del 5 maggio. Una riunione non facile quella di ieri, vista la complicata vigilia di un appuntamento non previsto e della non prevista necessità di approntare un ricambio entro il 10 aprile, termine per presentare le liste. Dal 19 dicembre Veneto Banca è diventata società per azioni, quindi a contare sarà il capitale: già detto della necessità dle ricambio imposta dalla Bce, che ha scritto di essere pronta a far uso di tutte le sue facoltà – leggi removal – nel caso in cui non venisse attuato, colloqui sarebbero in corso tra il presidente Bolla, il ceo Carrus e le associazioni dei soci. A partire da quella che in mano ha la quota più consistente del capitale, “Per Veneto Banca”, con il suo 8% dichiarato: diplomazie al lavoro per cercare di comporre sensibilità e aspettative di tutti su un listone che – unica certezza – dovrà avere nomi di elevato standing per superare l’esame necessario della Bce. Un consiglio, peraltro, che potrebbe avere vita breve, se è vero che «dopo l’aumento e la quotazione in Borsa cercheremo sicuramente un partner», come ha detto ieri Carrus, definendo «concepibile l’ipotesi dello stand alone».
Procede dritto verso l’aumento anche il Banco Popolare. Ieri il ceo Pier Francesco Saviotti, secondo quanto risulta a Radiocor Plus, è stato in Consob per fornire un quadro preliminare delle modalità previste per l’aumento da un miliardo in vista della fusione con Bpm.
La ricapitalizzazione, in base al calendario annunciato dai due istituti, dovrà essere approvata entro maggio da un’assemblea straordinaria del Banco e portata a termine entro il 31 ottobre. Saviotti ha annunciato pubblicamente l’intenzione di valutare la possibilità di effettuare la ricapitalizzazione escludendo, almeno in parte, il diritto di opzione e quindi cogliendo l’occasione per favorire l’ingresso nel capitale di nuovi investitori. Oggi a Verona è convocato un cda che per convocare l’assemblea straordinaria di maggio e approvare la richiesta di delega sull’aumento.

Marco Ferrando

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