Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

PopVicenza, arriva il monito Bce

Tutto o niente. O meglio: l’approvazione integrale della cura a base di trasformazione in Spa, aumento e quotazione oppure la Banca centrale europea potrebbe decidere un intervento straordinario. Una sorta di commissariamento, vista l’insussistenza dei requisiti minimi di capitale da parte della banca e – soprattutto – l’impossibilità di raggiungerli a breve, seguendo la strada predisposta dal consiglio di amministrazione.
Così come aveva fatto a dicembre con Veneto Banca, anche per la Popolare di Vicenza la Banca centrale europea ha messo nero su bianco quale sia il bivio a cui si troveranno i soci attesi sabato all’assemblea stroardinaria. Secondo quanto risulta a Il Sole 24 Ore, nella lettera datata 24 febbraio e firmata dal capo della Vigilanza Danièle Nouy di cui si è fatto cenno ieri durante la riunione del cda, Francoforte ha fatto presente che senza un via libera all’intero piano di rilancio si riserverà di intervenire nella misura più opportuna.
Non si fa cenno al come, ma le armi?a disposizione della Bce, compreso l’equivalente di un commissariamento, sono diverse e in tutti i casi renderebbero di fatto l’istituto non più artefice del proprio destino. Un messaggio forte, che sarà letto sabato mattina durante gli interventi di apertura dei lavori assembleari, quando il ceo Francesco Iorio e il presidente Stefano Dolcetta dovranno illustrare la situazione attuale della banca ma anche le prospettive future, cioè il piano industriale che dovrebbe garantire il ritorno alla redditività entro il 2018.
A dicembre a Montebelluna, nonostante il disagio palpabile dei soci, il risultato era stato plebiscitario. Anche a Vicenza si confida che a prevalere sarà il buon senso, ma ciò non toglie che il passaggio sia delicatissimo. Perché?ai soci verrà chiesto di avallare un percorso che con sé porterà l’ulteriore deprezzamento del titolo – già sceso da 48 a 6,3 euro con il valore, pur teorico, del recesso – con l’Ipo e una forte diluizione con l’aumento da 1,5 miliardi (1,76 considerando la brownshoe);?in cambio, però, se tutto andrà come deve, grazie anche alla garanzia fornita da UniCredit entro la fine della primavera la banca sarà quotata, potrà liquidare chi vorrà vendere e avrà l’autonomia necessaria per decidere su eventuali aggregazioni o una prospettiva stand alone.
In attesa che i soci si pronuncino, la banca si porta avanti per le tappe che seguiranno. Nel fine settimana Iorio è rientrato dal road show che l’ha condotto prima a Londra e poi negli Usa. In parallelo, lunedì notte è stata depositata in Borsa la domanda di ammissione a quotazione delle proprie azioni e in Consob la richiesta di approvazione del prospetto relativo all’offerta pubblica di sottoscrizione e quotazione, specificando che aumento e Ipo sono entrambi subordinati all’approvazione da parte dell’assemblea dei soci. Bnp Paribas, Jp Morgan, Deutsche bank, Mediobanca e UniCredit agiranno in qualità di joint global coordinators e joint bookrunners .
Dopo sabato, la banca intende convocare i soci (di capitale) altre due volte entro la fine di giugno. La prima assemblea si terrà il 26 marzo, vigilia di Pasqua, per l’approvazione del bilancio 2015;?la seconda dopo l’Ipo per il rinnovo degli organi: il nuovo statuto al voto sabato prevede infatti una norma transitoria finale che conferma in prorogatio il cda e fino alla nomina di quello nuovo da parte dei soci di capitale. E sempre riguardo agli organi, dal bilancio ieri è emerso che la banca ha pagato ai propri dirigenti strategici (consiglieri, sindaci e componenti della direzione generale) 16,7 milioni, a fronte degli 11 milioni corrisposti nel 2014 (+52%). A spingere i compensi sono stati i 4,8 milioni di indennità corrisposte per fine rapporto, costi legati alle buonuscite riservate ai manager che hanno lasciato la banca, a partire dall’ex ad Samuele Sorato. Anche al netto di questi costi i compensi per il vertice sono saliti da 10,65 a 11,62 milioni (+9,1%): l’aumento di un milione, spiegano fonti vicine alla banca, «è riconducibile a un patto di stabilità e non concorrenza siglato con il nuovo management» e ha carattere «una tantum».

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

ROMA — Un’esigenza comune percorre l’Europa investita dalla seconda ondata del Covid-19. Mai c...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

ROMA — L’Italia è pronta ad alzare le difese, e si allinea con l’Unione europea, nei confront...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

MILANO — Nel giorno in cui il consiglio di Atlantia ha deliberato il percorso per uscire da Aspi, ...

Oggi sulla stampa