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PopSpoleto, archiviata l’indagine su Visco

Le valutazioni della Procura sono «pienamente condivisibili» e rendono «superfluo ogni ulteriore accertamento». Accogliendo la richiesta del pubblico ministero, e respingendo tutte le opposizioni, il Gip di Spoleto ha deciso ieri l’archiviazione delle indagini a carico del governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, e altri sette indagati, per il commissariamento della Banca Popolare di Spoleto e la successiva cessione al Banco Desio.

Le indagini sul commissariamento erano scaturite dagli esposti-denuncia presentati dalla Spoleto Credito e Servizi, la società che controllava l’istituto umbro con il 51% del capitale, secondo la quale la Banca d’Italia, con il governatore, i tre commissari dell’istituto, i tre membri del Comitato di Sorveglianza e l’ex Presidente, avrebbero di fatto “pilotato” la cessione, nel 2014, al Banco Desio.

Visco e la vigilanza della Banca centrale, così come gli esponenti dell’istituto, erano accusati di abuso di ufficio, truffa e infedeltà patrimoniale, di aver messo in piedi una precisa strategia per sottrarre la Popolare al controllo della Spoleto Credito e Servizi, cedendola al Banco Desio ed ignorando offerte migliori pervenute da altri soggetti.

Tutte le ipotesi di reato sono state smontate dalle indagini, che hanno appurato anche la falsità delle offerte concorrenti per l’acquisto dell’istituto. La Popolare di Spoleto, a seguito di un’ispezione avviata dalla vigilanza della Banca d’Italia nel 2012, che aveva fatto emergere problemi seri, tanto da minacciare la «sana e prudente gestione» e il controllo sui rischi aziendali, venne commissariata a febbraio dell’anno successivo. Nel 2014, dopo una procedura di selezione dei possibili acquirenti curata dai commissari con l’advisor Lazard, la Popolare di Spoleto era stata rilevata dal Banco Desio.

La presunta offerta della Nit Holding di Hong Kong, che i vecchi azionisti sostenevano fosse stata inspiegabilmente ignorata, si è rivelò una «patacca», «del tutto inattendibile», a detta degli stessi commissari. Prima delle denunce alla Procura, i vecchi azionisti si erano opposti al commissariamento con un ricorso al Tar, chiuso anche in quel caso con esito negativo. Caso chiuso, dunque, per Visco e i commissari Giovanni Boccolini, Gianluca Brancadoro (che fu commissario anche di Alitalia e presidente di Banca Tercas), Nicola Stabile, come di Giuliana Scognamiglio, Silvano Corbella e Giovanni Domenichini, membri del Comitato di Sorveglianza, e il presidente Stefano Lado.

Mario Sensini

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