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Popolari, riforma al voto senza fiducia

È attesa per domani l’approvazione, da parte della Camera, del decreto legge che prevede la riforma delle banche popolari. L’assemblea di Montecitorio ha iniziato ieri l’esame dei circa 350 emendamenti proposti per la modifica del decreto. Ma già nella tarda mattinata ha cominciato a perdere consistenza la prospettiva – ipotesi che si era riservato il giorno prima il governo – che si ricorresse alla fiducia per arrivare comunque all’approvazione entro questa settimana. I tempi per la conversione sono molto stretti, visto che il decreto scade il prossimi 25 marzo e dopo l’esame da parte dell’Aula dovrà comunque passare anche al vaglio del Senato.
Nel corso della mattinata sono state avviate trattative tra i rappresentanti del governo e i vari gruppi parlamentari, in particolare con Forza Italia e Movimento 5 Stelle, per arrivare al ritiro di molti degli emendamenti, in molti casi fotocopia gli uni degli altri, per evitare che si ricorresse alla fiducia. Al voto dell’Aula sono andati invece 9 emendamenti che miravano alla soppressione dell’articolo 1, quello sulla riforma delle Popolari: le proposte di modifica sono state respinte a larga maggioranza.
«Sono molto soddisfatto per il lavoro che è stato fatto prima in commissione e poi in Aula per arrivare a ritirare molti emendamenti ed evitare la fiducia – ha detto al Sole24Ore Marco Causi, capogruppo del Pd in commissione Finanza e relatore del provvedimento -. Il clima è buono e si sta procedendo con il voto ordinario. Ritengo che si possa arrivare all’approvazione del decreto giovedì. Domani (oggi, ndr) dovremo esaminare i circa 100 emendamenti rimasti».
Nella serata di ieri Causi ha portato all’esame della commissione una riformulazione dell’emendamento che dovrà modificare la parte del decreto inerente la portabilità dei conti correnti. Una modifica sollecitata anche dall’Associazione bancaria, preoccupata perchè la formulazione dell’articolato attuale non è perfettamente allineata con quanto previsto dalla direttiva europea in materia e rischia di creare, in fase di applicazione, discrepanze rispetto a quanto previsto in altri Paesi. La nuova formulazione del testo servirà a trasformare l’articolo del decreto in un puntuale recepimento delle norme europee. «Gli aspetti innovativi si concluderanno con questa riformulazione sulla portabilità dei conti», ha spiegato Causi. Ieri era stato dato parere favorevole solo su alcune correzioni al decreto che saranno votate oggi.

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