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Popolari in pool per cartolarizzare 1,5 miliardi di Npl

A tracciare la rotta è da tempo la Vigilanza, che chiede alle banche di «pensare anche a operazioni consortili» perchè possono portare a «economie di scala e di scopo» per «far fronte alle pressioni competitive», come ha ribadito nei giorni scorsi il Governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco. E a muoversi di conseguenza ora sono le piccole banche popolari italiane, che per la prima volta fanno squadra sul fronte degli Npl e mettono in pista un’operazione di cartolarizzazione in «cordata» che punta a beneficiare della garanzia statale Gacs.
Il portafoglio preliminare, a quanto risulta al Sole 24Ore, ha un valore complessivo di circa 1,5 miliardi di euro, con una componente secured significativa, attorno al 69%, in gran parte residenziale. Ed è il frutto della somma dei diversi portafogli in arrivo dalle undici banche popolari coinvolte nel progetto: a far la parte del leone è Banca Popolare Bari, soggetto che è anche co-arranger e banca capofila, in virtù dell’expertise maturata nel settore delle cartolarizzazioni, che apporterà quasi il 57% del portafoglio per complessivi 880 milioni lordi. Accanto all’istituto pugliese si affiancano una decina di altre popolari, tutte aderenti alla “Luigi Luzzatti Spa”, la società nata nei mesi scorsi per la gestione dei crediti deteriorati e per sfruttare le opportunità della nuova normativa europea Mifid 2. Nel dettaglio si tratta di Popolare Valconca (che dovrebbe apportare 214 milioni lordi), Popolare del Lazio (140 milioni), Popolare S. Angelo (73 milioni, Popolare di Fondi (55 milioni), Popolare Pugliese (50), Popolare del Cassinate (38), Popolare del Frusinate (37), Sanfelice 1893 (27), Banca di Piacenza (19) e Popolare di Cortona (13). L’operazione – che vede tra gli advisor Jp Morgan, Kpmg e Orrick, con Cerved in qualità di servicer -, è partita.
Dopo il kick-off che risale a qualche giorno fa, in questi giorni gli istituti sono al lavoro per l’analisi e la selezione del perimetro dei portafogli. Del resto, anche se ancora manca il sigillo finale sui portafogli da parte delle banche, la road map è tracciata. A fine giugno, dopo l’approvazione da parte delle banche del perimetro di cessione definitivo e del prezzo minimo di vendita, ci sarà spazio per l’analisi delle agenzie di rating. L’obiettivo è quello di accelerare sul dossier così da arrivare entro fine luglio all’avvio dell’emissione dei titoli e della contestuale richiesta delle Gacs sulla tranche senior della cartolarizzazione. La parola d’ordine è fare presto, anche perchè la garanzia statale sulle tranche senior scadrà all’inizio di settembre, e sono molte le banche che, nel frattempo, stanno valutando di cogliere la possibilità offerta dal Mef.
Per il mondo delle popolari minori, raccolte sotto l’ombrello di Assopopolari, si tratterebbe di un passo importante verso lo sviluppo di quelle iniziative consortili ben viste da Bce e da Banca d’Italia. La ratio è che solo mettendo a fattor comune risorse e competenze sia possibile raggiungere risultati altrimenti difficili da ottenere in solitaria. La cartolarizzazione in «cordata» permette di fare massa critica e di consentire a istituti minori, e con portafogli ridotti, di accedere al mercato degli investitori istituzionali più strutturati, che diversamente neppure aprirebbero il dossier. Anche per questo non è da escludere che in prospettiva, la stessa Luigi Luzzati venga utilizzata come piattaforma per ulteriori iniziative similari.

Luca Davi

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