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Popolari, oggi il Consiglio di Stato decide sulla riforma

Il Consiglio di Stato ha fissato per oggi l’udienza di merito per recepire la decisione della Consulta sulla riforma delle banche popolari. L’appuntamento è importante perché, nonostante la Corte costituzionale abbia rigettato in buona parte le eccezioni di incostituzionalità, resta aperta la questione della legittimità dell’esclusione del diritto al rimborso del recesso, che si concretizza con la previsione della circolare di Banca d’Italia in base alle quale il rimborso può essere rinviato in tutto o in parte senza limiti di tempo.
Il Consiglio di Stato già oggi potrebbe decidere, nel momento in cui entrasse nel giudizio di merito, di revocare la misura di sospensiva della norma. Può farlo con un’ordinanza di revoca immediata, e in tal caso la legge di riforma delle banche popolari entrerebbe di nuovo in vigore facendo decorrere i termini residui per il passaggio a spa della Popolare di Bari e di Sondrio. Nel frattempo, però, è intervenuto il decreto Milleproroghe del luglio scorso che ha rinviato i termini per la trasformazione a fine dicembre 2018, per cui le due Popolari potranno proseguire senza scossoni nel loro percorso.
Gli avvocati di parte che hanno avviato i ricorsi ritengono verosimile il fatto che i giudici amministrativi contestino la legittimità della circolare della Banca d’Italia sulla esclusione del rimborso del diritto di recesso. «Il Consiglio si è già espresso in questo senso nell’istanza di remissione alla Corte», chiosa l’avvocato Francesco Saverio Marini. Nell’ordinanza 5277/2016, ricorda la memoria presentata al Consiglio di Stato, i giudici fanno notare come la circolare «incide immediatamente sulla libertà negoziale, che si esercita anche attraverso l’espressione del voto in assemblea sicchè risulta evidente il pregiudizio che deriva già ai fini della formazione della propria volontà negoziale in sede di espressione del suddetto voto dall’eventualità di vedersi escluso il diritto al rimborso in caso di recesso».
Per conoscere in ogni caso i contenuti della decisione del Consiglio di Stato bisognerà attendere almeno un mese e mezzo. Un lasso temporale che non giova a una banca come la Popolare di Bari che ha in programma l’assemblea per la trasformazione in spa a dicembre. Sapere prima come regolarsi sul rimborso del recesso sarebbe meglio. D’altro canto, se i giudici amministrativi dichiarassero l’illegittimità parziale della circolare di Banca d’Italia, i soci della banche già trasformate che si sono visti negare in toto il rimborso potrebbero chiedere di essere pagati.
Sempre ieri sono arrivate altre novità da Bari. La Corte d’Appello della città pugliese ha disposto la sospensiva del provvedimento con il quale Consob a metà settembre aveva multato i vertici della Popolare di Bari e l’istituto stesso, in qualità di responsabile amministrativo, per complessivi 2,6 milioni di euro. La Corte ha così accolto,“inaudita altra parte” dunque senza sentire Consob, l’impugnazione da parte dell’istituto. Nelle prossime settimane il procedimento andrà avanti con la comparizione delle parti.

Laura Serafini

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