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Popolari, la riforma passa alla Camera

«Penso che il percorso ormai sia definito, diventeremo Spa». L’amministratore delegato del Banco Popolare, Pier Francesco Saviotti, al Forex ha alzato la bandiera bianca per tutti. La riforma delle Popolari, che ha incassato il consenso ufficiale anche del governatore di Banca d’Italia Ignazio Visco, sembra ormai inevitabile e in questo clima inizia questa mattina, con la presentazione da parte dei relatori Marco Causi e Luigi Taranto alla Commissione Finanze e Attività produttive della Camera, l’esame dei nove articoli del decreto legge approvato dal Governo in materia di «Misure urgenti per il sistema bancario e gli investimenti».
Ieri sono intanto arrivati i rilievi dei tecnici della Camera, che hanno sottolineato in particolar modo come nel testo della riforma manchi un termine entro cui Banca d’Italia dovrà intervenire sulla materia. Termine essenziale, poi, per stabilire l’inizio dei 18 mesi entro i quali gli istituti interessati dovranno adeguarsi alle nuove regole.
Nelle 52 pagine del dossier dei tecnici si ricorda che nell’articolo uno si concedono alle banche popolari 18 mesi per adeguarsi alle nuove regole, che dovrebbero scattare dall’entrata in vigore delle disposizioni di attuazione emanate dalla Banca d’Italia. Tuttavia nel decreto legge, osservano i tecnici, non è stato previsto alcun termine. Andrebbe, quindi, «valutata l’opportunità di individuare i termini entro cui la Banca d’Italia deve adottare le disposizioni attuative, al fine di rendere desumibile il termine iniziale di effettiva applicabilità della nuova disciplina».
Dal fronte di Assopopolari, invece, non è ancora stato presentato un documento con una proposta alternativa, ma da mercoledì cominceranno le audizioni ed entreranno nel vivo i lavori sulla riforma. Mercoledì pomeriggio è prevista l’audizione del presidente della Consob, Giuseppe Vegas, seguita dalle associazioni per la tutela dei consumatori, mentre giovedì sarà la volta di Assopopolari, dell’Abi e di Rete Imprese Italia. Venerdì, infine, sono in agenda le audizioni della Crui (Conferenza dei rettori delle Università italiane) e di Cassa Depositi e Prestiti.
La strada, comunque, sembra tracciata. Si tratterà adesso di vedere se ci saranno dei correttivi per mitigare la trasformazione in Spa e la perdita del voto capitario. Di certo Assopopolari cercherà di sottolineare l’importanza del legame con il territorio e il coinvolgimento dei dipendenti-azionisti nella governance degli istituti. In sede di audizioni, però, c’è chi ribadirà la necessità della trasformazione in Spa come aveva già fatto nel luglio scorso l’Autorità garante della concorrenza e del mercato e la stessa Banca d’Italia, a più riprese.

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