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Popolari e Bcc, riforme avanti

Disco verde, ieri, da parte dell’Aula della Camera al decreto banche e investimenti che contiene la riforma delle popolari e che adesso passa al Senato: i sì sono stati 290, i no 149 e le astensioni 7.
L’articolo 1 del provvedimento, oggetto delle discussioni più serrate, ha superato quasi indenne l’esame dei deputati, lasciando però insoddisfatte le opposizioni e la minoranza del Pd. che chiede, al pari del Movimento 5 stelle, un’indagine conoscitiva sul ruolo delle banche popolari.
E’ stato invece riscritto l’articolo 2 sulla portabilità dei conti correnti, con la possibilità di multare i dirigenti e i dipendenti delle banche che non trasferiscono entro i conti entro 12 giorni e senza costi.
Infine, nel testo votato in prima lettura c’è un pacchetto di ritocchi alle norme che istituiscono le cosiddette pmi innovative, la cui platea viene ampliata, mentre la Sace è stata ricondotta sotto l’egida della Cassa depositi e prestiti per le decisioni sulle erogazioni di credito all’export.
Intanto, il consiglio nazionale di Federcasse, la Federazione italiana delle Banche di Credito Cooperativo e Casse Rurali, riunitosi ieri pomeriggio a Roma, ha approvato all’unanimità una delibera che definisce le linee- guida del progetto di autoriforma del sistema a cui fanno capo 379 casse cooperative.
Disco verde dell’Aula della Camera al decreto banche e investimenti che contiene la riforma delle popolari e che adesso passa all’esame del Senato: i sì sono stati 290, i no 149 e le astensioni 7.
L’articolo 1 del provvedimento, oggetto delle discussioni più serrate, ha superato pressochè indenne l’esame dei deputati, lasciando però insoddisfatte le opposizioni e la minoranza del Pd. stato invece riscritto l’articolo 2 sulla portabilità dei conti correnti, con la possibilità di multare i dirigenti e i dipendenti delle banche che non trasferiscono i conti entro 12 giorni e senza costi. Infine, nel testo votato in prima lettura c’è un pacchetto di modifiche alle norme che istituiscono le cosiddette pmi innovative, la cui platea viene ampliata mentre la Sace è stata ricondotta sotto l’egida della Cassa depositi e prestiti per quel che attiene alle decisioni sulle erogazioni di credito all’export. Ecco le novità rilevanti.

 

Le popolari
Entra nel decreto la possibilità per le popolari che si trasformeranno in Spa di inserire nello statuto un tetto ai diritti di voto dei soci in assemblea , in funzione anti-scalata, purché non inferiore al 5% e per un periodo massimo di 24 mesi dalla data di conversione del decreto. Resta invece la soglia degli 8 miliardi di attivi come asticella oltre la quale scatta l’obbligo di trasformazione in Spa. Dunque, sulla base dell’attivo di bilancio 2014 ,le banche popolari che hanno l’obbligo di trasformarsi in Spa entro 18 mesi dall’emanazione dei regolamenti attuativi di Bankitalia sono dieci e sono, in ordine dimensionale decrescente: Banco Popolare, Ubi, Bper, Popolare di Milano, Popolare di Vicenza, Veneto Banca, Popolare di Sondrio, Credito Valtellinese, Popolare di Bari e, infine, Popolare dell’Etruria e del Lazio.

 

Portabilità e multe
I conti andranno trasferiti senza costi per i clienti entro 12 giorni lavorativi, pena multe salate, da 5mila a 64mila euro per i dirigenti, ma anche i dipendenti, delle banche inadempienti; un decreto del Mef, sentita Bankitalia dovrà stabilire entro quattro mesi l’entità degli indennizzi per i ritardi. Gli istituti hanno tre mesi per adeguarsi.Le norme sono valide anche per spostare conti titoli. Agevolata anche l’apertura di conti correnti transfrontalieri.

 

Credito all’export
Un’ altra modifica di rilievo riguarda la Sace. Sarà infatti la capogruppo,Cassa depositi e prestiti, diversamente da quanto previsto in origine, a erogare credito all’export «direttamente,o attraverso Sace , o un’altra delle società controllate».

 

Pmi innovative 
E’ stata ampliata la platea delle Pmi che avranno le stesse agevolazioni delle start up innovative: vi rientrano infatti anche le società di capitali, se non quotate, e le cooperative, per le quali basterà l’autocertificazione per l’iscrizione al registro. Tra i parametri per rientrare nella nuova definizione, anche gli investimenti in innovazione. Anche gli intermediari finanziari potranno sottoscrivere quote di start up e Pmi innovative. La possibilità di accesso al fondo di garanzia è prevista anche per assicurazioni e organismi di investimento collettivo

 

Enti previdenziali e Oicr
Gli enti previdenziali e gli organismi di investimento collettivo del risparmio potranno partecipare «in quota minoritaria» al capitale della nuova società per la patrimonializzazione e la ristrutturazione delle imprese in crisi, mentre sale a 550 milioni la garanzia dello stato per le imprese in amministrazione straordinaria .

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