Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Popolare Vicenza e Veneto Banca, Viola «doppio» a.d. per la fusione

Oggi i cda delle due banche nominano lo stesso capoazienda
Accelera il percorso di fusione tra la Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca. Nel consiglio di amministrazione che si tiene oggi a Vicenza l’ex ad di Mps, e prima ancora di Bpm, Fabrizio Viola, dovrebbe essere nominato nuovo amministratore delegato – previo il consenso necessario da parte delle autorità di vigilanza – al posto di Francesco Iorio, che ieri ha ufficialmente rassegnato le dimissioni (improvvise, non concordate, fanno sapere dall’istituto) dalla carica di ad e di direttore generale.
Iorio, ex direttore generale di Ubi, era arrivato a Vicenza il primo giugno del 2015 con il difficile compito di provare a condurre l’istituto fuori dalla crisi patrimoniale causata dalla malagestione dell’ex presidente Gianni Zonin e dal direttore generale Samuele Sorato. E di impostare un nuovo piano industriale sulla base di un aumento di capitale da un miliardo, che avrebbe dovuto sancire anche l’ingresso della banca sul listino di Piazza Affari. L’aumento è andato male, la Borsa si è definitivamente allontanata e la banca è stata salvata dall’intervento di Atlante.
Proprio da Atlante – il fondo che all’inizio della scorsa estate ha salvato Popolare di Vicenza e Veneto Banca con aumenti di capitale per 2,5 miliardi di euro, acquistandone il controllo rispettivamente per il 99,33% e il 97,64% delle quote – sarebbe stato affidato a Viola il compito di guidare la banca che nascerà dalla fusione delle due venete. Un primo step si compierà oggi pomeriggio a Milano con la cooptazione da parte del board vicentino di un nuovo amministratore e con la designazione del nuovo ad, decisione confermata dal presidente della vicentina Gianni Mion: «Domani sera ci sarà il nuovo amministratore delegato». Un secondo step sarà con molta probabilità realizzato da Veneto Banca, nel momento in cui designerà un nuovo consigliere di amministrazione al posto del dimissionario Beniamino Anselmi, presidente del gruppo trevigiano fino a poche settimane fa, poi dimessosi per divergenze interne in merito alla gestione di conciliazioni ed esuberi, il cui posto in cda è ancora vacante.
Continua pagina 30 Katy MandurinoContinua da pagina 29 Già oggi è in programma a Montebelluna, nel pomeriggio, un consiglio di amministrazione ed è molto probabile che si parli di Fabrizio Viola come nuovo consigliere designato; se così fosse – e anche la tempistica lo confermerebbe -, Viola siederebbe di diritto anche in Veneto Banca. In questo scenario, è plausibile ipotizzare un ruolo da amministratore delegato anche all’interno dell’istituto di Montebelluna, mentre all’attuale ad Cristiano Carrus spetterebbe il ruolo di direttore generale.
Secondo Atlante, Fabrizio Viola, dopo cinque anni e due salvataggi in Mps, è l’uomo ideale per gestire il secondo piano di risanamento della banca vicentina e per gestire la probabile ricapitalizzazione – altri 1-2 miliardi – e la tornata di esuberi – fino a 2.500 complessivamente tra le due banche – che permetterebbero al nuovo soggetto di essere appetibile per il mercato internazionale.
I tempi sono stretti: entro dicembre, come aveva anticipato il presidente Mion, dovrebbero terminare i lavori dei consulenti di Boston Consulting e del team composto dai manager di entrambe le banche venete, che stanno studiando la proposta di fusione.
Informazioni più dettagliate si potranno verosimilmente avere il prossimo 13 dicembre, quando Popolare di Vicenza terrà un’assemblea degli azionisti per votare l’azione di responsabilità, passo già intrapreso da Veneto Banca qualche settimana fa. I danni causati dalla gestione dei vertici in carica fra il 2013 e il 2015, ha scritto l’altro giorno l’istituto nel documento agli atti in vista della riunione dei soci, «si può ragionevolmente stimare nell’ordine di diverse centinaia di milioni di euro»; una quantificazione che «andrà verosimilmente incrementandosi» anche per «l’ingente danno reputazionale subito dalla Banca. Nel mirino, dunque, l’ex presidente Gianni Zonin, il suo braccio destro Samuele Sorato, per lungo tempo direttore generale, e altri consiglieri d’amministrazione. Ma gli occhi sono puntati anche su Kpmg, perché «la natura delle violazioni sin qui emerse lascia già intravedere possibili profili di responsabilità anche in capo alla società all’epoca incaricata della revisione legale dei conti».
Intanto, si chiude la fase di transizione gestita da Francesco Iorio. Il consiglio di amministrazione ha espresso ieri «unanime e convinto ringraziamento, apprezzando l’alta qualità del lavoro svolto e la competenza, la trasparenza e l’impegno con cui Francesco Iorio ha guidato la Banca», recita la nota diffusa dall’istituto vicentino. In particolare, da Mion e dal vicepresidente Salvatore Bragantini è arrivato «il più profondo rammarico per la decisione di Iorio al quale, nonostante il breve periodo di collaborazione, sono legati da amicizia e stima; la sua intelligenza e professionalità, unanimemente riconosciutegli, hanno contribuito a salvare la Banca Popolare di Vicenza nel momento più difficile della sua lunga e gloriosa storia».
«Ora auspichiamo – è invece il commento di Giulio Romani, segretario generale di First Cisl, primo sindacato del settore finanziario italiano – che dopo le esose pretese economiche avute in entrata e quelle reiterate nel corso del suo breve mandato, il dottor Iorio abbia il pudore di evitarci di dover leggere di ulteriori liquidazioni milionarie».

Katy Mandurino

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Le previsioni della Commissione europea sull’economia dell’Unione e dell’Italia rappresentano ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Con un coordinamento esemplare, le due maggiori economie mondiali hanno rilasciato una "doppietta" d...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Il 2021 offre un parziale esonero contributivo, pari a un massimo 3mila euro, a lavoratori autonomi ...

Oggi sulla stampa