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Popolare Vicenza dà un mandato ai legali per l’azione di responsabilità

Banca Popolare di Vicenza volta pagina e riparte da se stessa. Con una raccolta «che registra una crescita sostenuta da parte delle imprese» e impieghi «che hanno cessato di deflettere», ha detto il riconfermato amministratore delegato Francesco Iorio, che ha aggiunto che «dopo l’aumento di capitale siamo tornati a lavorare a pieno regime».
E “regala”, l’istituto vicentino, agli azionisti, in particolare ai piccoli che da tempo attendevano il segnale, un primo passo importante verso l’azione di responsabilità, ovvero la decisione «di dare mandato a uno studio legale per approfondire l’individuazione di tutte le azioni volte a ristorare i danni subìti dalla banca».
Non un vero e proprio avvio dell’azione di responsabilità, ma una decisione importante, che i precedenti consigli di amministrazione della banca non avevano ancora preso.
La delibera è giunta ieri dopo un consiglio di amministrazione fiume, durato oltre nove ore, il primo dopo l’ingresso del fondo Atlante al 99,3% nella compagine societaria, consiglio che ha conferito le cariche agli eletti nell’assemblea degli azionisti tenutasi il 7 luglio, nominando Gianni Mion presidente, Salvatore Bragantini (ex commissario Consob) vice presidente vicario e Francesco Iorio ad e direttore generale, confermandogli le deleghe precedentemente assegnate. Lo studio legale individuato per approfondire se ci sono gli estremi per procedere con l’azione legale è Gatti-Pavesi-Bianchi di Milano. «L’intento non vuol essere quello di appendere le persone all’albero più alto della nave, ma di dare un segnale forte che le cose sono cambiate», ha precisato Bragantini.
Si riparte, dunque, con una banca nuova, «in cui il management è cambiato e il cda lo sostiene in pieno», ha stigmatizzato il presidente Mion, che ha aggiunto: «cda che non opera sotto il controllo di Atlante». Una banca verso la quale si chiede da parte del territorio una rinnovata fiducia: «Per Popolare di Vicenza è fondamentale che il territorio dimostri la fiducia», hanno detto in coro i vertici della Vicenza. «La provincia di Vicenza è ricchissima di aziende metalmeccaniche importanti – ha detto Mion – ma gli impieghi in questo settore sono molto bassi. Questa è una anomalia. Se fosse ristabilito il rapporto con il territorio questa banca diventerebbe molto interessante».
I problemi, certo, non si sono dissipati all’improvviso: i reclami giunti nella sede dell’istituto sono saliti a 6mila e resta in corso una ispezione della Bce che «durerà ancora due mesi», ha detto Iorio. Ma già in autunno – «o forse prima», ha specificato Bragantini – prenderanno avvio i tavoli di conciliazione, che esamineranno i casi «a partire dagli “scavalcati”». Sul fronte dei crediti deteriorati è stato dato mandato all’ad di individuare un advisor per valutare eventuali offerte di acquisto, mentre per quanto riguarda possibili aggregazioni «non escludiamo in futuro nessuna fusione o aggregazione, tuttavia non dobbiamo dimenticare che adesso la nostra banca è controllata dal Fondo Atlante a cui spetteranno le decisioni. Ad oggi non abbiamo gli elementi per fare proposte serie, che eventualmente ci riserveremo di fare in futuro», ha detto il presidente Mion.

Katy Mandurino

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