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Popolare Vicenza, primo passo per l’azione di responsabilità

Il nuovo consiglio della Popolare di Vicenza, in versione Atlante, presenta il conto alla vecchia gestione e nella prima riunione dopo la nomina ha deciso di promuovere un’azione di responsabilità nei confronti degli ex vertici, con richiesta danni, per il dissesto dell’istituto. Il board ha raccolto quindi le sollecitazioni dei piccoli soci, usciti sconfitti dall’assemblea della Vicentina che lo scorso 26 marzo aveva inspiegabilmente bocciato l’azione di responsabilità verso Gianni Zonin e la vecchia guardia dell’istituto berico.

Gianni Mion, nominato ieri presidente dal consiglio, che ha anche assegnato a Salvatore Bragantini la carica di vicepresidente e confermato Francesco Iorio nel ruolo di amministratore delegato e direttore generale, aveva anticipato all’assemblea dello scorso 7 luglio l’intenzione di rivalersi sulla vecchia gestione, sottolineando però la necessità di studiare bene l’azione di responsabilità per evitare un’altra bocciatura. E ieri il board ha quindi «deciso di dare un mandato a uno studio legale per individuare le possibili azioni legali volte ad ottenere un risarcimento dei danni subiti dalla banca» ha reso noto in un comunicato la Popolare di Vicenza.

Quantificare l’importo non è ancora possibile. Sa sa che il bilancio 2015 si è chiuso con una perdita da 1,6 miliardi e che per mettere in sicurezza la banca è stato necessario un aumento di capitale da 1,5 miliardi, che ha praticamente azzerato il valore delle azioni in mano ai vecchi soci, passate dai 62,5 euro del valore massimo ai 10 centesimi fissati per l’aumento. Aumento chiuso grazie all’intervento di Atlante, che oggi ha il 99,33% del capitale dell’istituto. Ma il danno, oltre che dalla perdita, è stato provocato anche da una certa disinvoltura della banca nel concedere fidi ad amici, spesso senza garanzia e a condizioni più che di favore, quasi sempre con l’impegno a investirne una parte in azioni della stessa Vicentina.

La svolta sembra dunque iniziata con il piede giusto, o almeno adesso c’è l’intenzione di fare i conti con chi ha messo la Popolare in queste condizioni, prima di dare un taglio netto con il passato. Possibilità che dopo l’assemblea di marzo sembrava tramontata definitivamente. Lo è invece l’idea di cambiare nome alla banca, lanciata da Mion: «Ho cambiato idea — ha detto ieri il neopresidente di Popolare Vicenza, Gianni Mion — è fondamentale che resti legata al territorio».

Federico De Rosa

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