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Popolare Vicenza, l’aumento sarà garantito da UniCredit

L’aumento di capitale da 1,5 miliardi di Banca Popolare di Vicenza sarà garantito da UniCredit. La formalizzazione dell’accordo è arrivata ieri sera, al termine di un Cda che ha fissato un importante tassello nel percorso di rilancio voluto dal nuovo a.d. Francesco Iorio.
Il board della banca vicentina ha infatti reso noto di aver sottoscritto – a «condizioni e termini di mercato», come si legge in una nota – un accordo preliminare di garanzia con la banca di Piazza Gae Aulenti, che garantisce così la sottoscrizione dell’eventuale inoptato. Una mossa, quella dell’aumento di capitale da 1,5 miliardi, resasi necessaria dopo la “sterilizzazione” imposta da Bce di quasi un miliardo di euro di patrimonio, complici i finanziamenti concessi dalla stessa banca vicentina e finalizzati all’acquisto di azioni da parte dei clienti.
Lo svolgimento della ricapitalizzazione si realizzerà «entro aprile 2016», contestualmente, come già reso noto nelle scorse settimane, alla quotazione delle azioni BpVi in borsa.
Nel contempo, viene completato anche il consorzio che si occuperà dell’Ipo. UniCredit e Bnp Paribas vanno ad aggiungersi a un gruppo di banche formato da Deutsche Bank, Jp Morgan e Mediobanca. I cinque istituti svolgeranno il ruolo di joint global coordinator.
L’accordo di pre-garanzia firmato con UniCredit rappresenta per l’istituto – al pari di Veneto Banca, che ha recentemente annunciato un accordo simile con Banca Imi in vista dell’aumento da 1 miliardo – una corda di sicurezza di rilevanza non trascurabile. Tra i piccoli soci, già provati dai precedenti aumenti di capitale, si respira un clima di incertezza. Si tratta di circa 117mila azionisti, persone che già hanno dovuto fare i conti nei mesi scorsi con una decurtazione del valore dell’azione (non quotata) pari al 23,2%, a 48 euro rispetto ai precedenti 62,5 euro. E il trend, quello dell’allineamento ai prezzi di mercato con l’ulteriore svalutazione, è destinato a prendere pienamente forma in occasione della quotazione dei prossimi mesi, mossa peraltro imposta dalla Bce per garantire maggior trasparenza e solidità patrimoniale prospettica.
La garanzia, d’altra parte, rappresenta un segno di fiducia nei confronti del nuovo management, alle prese con il rilancio della banca. Iorio dovrebbe presentare nei prossimi giorni (l’attesa è per martedì 29) il nuovo piano industriale 2015-2020 sul tavolo del Consiglio di amministrazione. Le linee guida prevedono una semplificazione della struttura operativa e una maggiore focalizzazione sull’attività tradizionale.
Del resto, che la banca sia all’inizio di un profondo turn-around aziendale (di mezzo c’è anche un trasformazione in Spa che potrebbe scattare in novembre), lo si è visto anche in occasione della semestrale. In linea con le indicazioni di Francoforte, la banca ha avviato una revisione approfondita della qualità degli asset. Una scelta prudenziale che però ha contribuito a generare una perdita superiore al miliardo di euro.

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