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Popolare Vicenza, il piano Iorio Tagli e cessioni

Chiusura di 150 filiali entro il 2016, 575 dipendenti in meno. Ritorno all’utile nel 2016. E previsioni di chiusura in positivo per 215 miliardi nel 2018 e 330 miliardi nel 2020. Sono questi i numeri cardine del piano industriale della Banca Popolare di Vicenza varato dal consigliere delegato Francesco Iorio. Ma le novità non stanno solo nei numeri. Di fatto la Popolare di Vicenza smette di essere una banca di sistema. Iorio ha parlato chiaro: si va verso la dismissione delle attività non core. Compresa quella in Save. Compresi gli immobili. La banca manterrà soltanto la partecipazione in Cattolica assicurazioni. Così «alleggerito» l’istituto si prepara al grande appuntamento di aprile. Con l’aumento di capitale e la quotazione in Borsa. Già da novembre e dicembre si raccoglieranno le manifestazioni di interesse di investitori istituzionali e privati. «Forme di riconoscimento nei confronti dei vecchi soci che continueranno a investire nella banca ci saranno ma non saranno tali da far perdere a tutta l’operazione la caratteristica di mercato», ha detto Iorio. E, a proposito del «nocciolo duro» di azionisti auspicato dal presidente della Regione Luca Zaia: «Non tocca a me fare pressioni a questo livello», ha commentato il consigliere delegato. Come dire: ora è il momento di passare ai fatti, tocca al Nord Est dimostrare di saper esprimere investitori. In attesa del resoconto definitivo dell’ indagine della Bce, la banca sta contattando un migliaio di clienti che avevano ricevuto soldi in prestito dalla Popolare di Vicenza per sottoscrivere gli ultimi aumenti di capitale. L’obiettivo è «trovare un accordo entro la fine dell’anno per e «far rientrare questi finanziamenti. Per quanto riguarda la riduzione di personale, tutte le uscite saranno volontarie e avverranno tramite il supporto del fondo di solidarietà della categoria. Altri 300 dipendenti usciranno tramite la cessione di una società di servizi. L’acquirente è un consorzio partecipato dalla stessa Popolare. Il tavolo di confronto con il sindacato partirà nelle prossime settimane.

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