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Popolare Milano e caso Corallo. Il presidente Annunziata si dimette

MILANO — Il piano di trasformazione della Bpm fa la prima «vittima». Ed è una vittima illustre: il presidente del consiglio di sorveglianza, Filippo Annunziata. Il banchiere si è dimesso ieri sera, al termine di una giornata in cui le voci di uscita si erano fatte via via sempre più insistenti, dopo le rivelazioni in merito a una indagine interna sui rapporti di credito del banchiere con l’istituto, e dopo l’iscrizione di Annunziata nel registro degli indagati della Procura di Milano per falsa testimonianza in relazione alla vicenda Bplus-Corallo.
Il passo indietro del presidente sarà ratificato oggi dal consiglio di sorveglianza e non sarebbero da escludere altre defezioni. In una lunga lettera ai consiglieri Annunziata ha auspicato un gesto da parte di tutti e quindi la rielezione dell’intero consiglio, ritenendo necessario «ridefinire la rappresentatività nei confronti di una base azionaria che è cambiata». Il passo indietro è probabile, ma solo per i consiglieri espressione della nuova gestione, mentre quelli legati ai vecchi «riti» di Piazza Meda non ne avrebbero alcuna intenzione.
Anche se l’uscita di Annunziata non è legata, almeno non direttamente, al piano di trasformazione dell’istituto cooperativo in spa, secondo alcune letture il presidente del consiglio di sorveglianza sarebbe finito nel mezzo della guerra sotterranea tra vecchie e nuove anime della Bpm, scatenata dalla decisione di cambiare radicalmente la governance dell’istituto. Un percorso che con l’avvicinarsi dell’assemblea della svolta, prevista per il 23 giugno, sta mostrando diverse complessità. E che l’uscita a sorpresa di Annunziata rischia di complicare ulteriormente.
Nella sua lettera il banchiere fa emergere piuttosto chiaramente le difficoltà incontrate nell’avviare la trasformazione. Annunziata racconta dell’annuncio «manifestato da tre componenti del consiglio di sorveglianza di farsi portatori di un progetto di riforma della governance alternativo a quello predisposto dal consiglio di gestione» e «dell’elevato numero di consiglieri che (tra astensioni e voti contrari) non ha approvato il bilancio d’esercizio 2012 per motivazioni in larga misura non riconducibili ad asseriti difetti nella sua formulazione». Mosse pretestuose che «hanno segnato il tramonto del mio ottimismo», spiega.
Le pressioni su Annunziata sarebbero tuttavia aumentate anche in conseguenza dell’iscrizione del banchiere nel registro degli indagati per la vicenda Bpm-Bplus. Il presidente della Bpm avrebbe riferito in Procura di non aver discusso in consiglio le possibili implicazioni per gli amministratori della banca, mentre la discussione ci sarebbe stata. L’indagine si sarebbe sommata ad altre vicende, relative a rapporti di Annunziata con l’istituto, facendo aumentate la tensione.
Da statuto la presidenza della banca passerà al vicepresidente anziano, Giuseppe Coppini, che presiederà quindi l’assemblea in programma sabato prossimo e alla quale non è escluso che venga già chiesto di nominare il nuovo numero uno, con l’auspicio che tutto torni a posto in tempo utile per l’appuntamento di giugno.

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