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Popolare di Milano, ventuno risposte a Draghi

di Sergio Bocconi

MILANO— Arriveranno venerdì in Bankitalia le controdeduzioni della Bpm sui 21 rilievi ispettivi di via Nazionale. E più o meno in coincidenza con l’assemblea del 25 giugno, chiamata a deliberare sull’aumento di capitale da 1,2 miliardi, il vertice della Popolare di Milano predisporrà in un nuovo consiglio un documento di risposta alla lettera inviata direttamente dal Governatore, che si concentrava sulla necessità del rafforzamento patrimoniale, sulla governance e sulle strategie della banca. Ieri dunque il consiglio della banca, presieduto da Massimo Ponzellini, si è riunito a lungo e, sulla base della bozza già preparata dagli uffici, ha definito la risposta agli ispettori di Bankitalia. I 21 rilievi di Via Nazionale riguardano il governo societario, e quindi lo strapotere dei soci dipendenti (il nocciolo di comando dell’associazione Amici della Bpm) che avrebbe impedito la modernizzazione della banca; richiami sul bilancio e in particolare sulle perdite sui crediti e sugli accantonamenti; la geografia del credito, con considerazioni relative a un’eccessiva esposizione verso il settore immobiliare; il nodo della liquidità, sulla base anche delle nuove richieste sul punto di Basilea 3. Il consiglio Bpm ieri mattina ha però dovuto cominciare la giornata replicando a indiscrezioni di la Repubblica che indicavano rilievi di Bankitalia molto pesanti su alcune poste di bilancio, e in particolare su sofferenze e incagli, e sulla concentrazione dell’esposizione verso gruppi immobiliari come Ligresti e Caltagirone. Notizie che la Borsa sembra aver accolto nervosamente, visto che il titolo è subito caduto del 2%e ha concluso la giornata con una perdita del 4,29%. Bpm ha sottolineato per contro che il «bilancio e 2010 e la prima trimestrale 2011 riflettono già le osservazioni dell’organo di vigilanza» . Nell’ambito delle controdeduzioni, Bpm sottolinea che il 43%dell’esposizione verso l’immobiliare indicato da Bankitalia è in realtà per metà costituito da mutui a famiglie e artigiani, e una larga percentuale è poi rivolto anche a prestiti ad aziende per capannoni. La Popolare fa poi in parte retromarcia rispetto al modello di banca unica indicando una via intermedia con l’adozione di un modello «territoriale» . Resta invece invariata la proposta di portare da tre a cinque le deleghe (secondo le raccomandazioni di Bankitalia) che sarà presentata all’assemblea del 25 giugno e che incontra resistenze da parte dei soci dipendenti. E dovrebbe restare invariata nella ripartizione degli utili la disposizione di comprendere anche i dipendenti, secondo però regole di meritocrazia. A Via Nazionale perverranno poi un documento dei sindaci sempre in risposta a Bankitalia (indicato in sintonia con quello del consiglio) e la replica predisposta da Piero Lonardi (soci non dipendenti). Inviate le controdeduzioni, Ponzellini si concentrerà sulla lettera al Governatore relativa a governance e strategie. Un documento importante anche perché la banca, che capitalizza poco più di 700 milioni, si appresta a dare il via ad un aumento che per le dimensioni relative potrà cambiare gli equilibri interni.

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