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Popolare di Bari si mette in salvo il 96% dei soci a favore della spa

BARI — La Popolare di Bari è salva. Il 96% dei 35 mila soci che hanno partecipato all’assemblea straordinaria ha detto sì alla trasformazione in società per azioni e al piano di rilancio. Un plebiscito che permette di superare il quorum già in prima convocazione ed evita la liquidazione coatta della banca, sbloccando lo stanziamento da 1,6 miliardi raccolto da Fondo interbancario e da Mediocredito Centrale. Quest’ultimo, con 430 milioni otterrà il 97% del capitale della banca. Confermato l’acquisto da parte di Amco di 2 miliardi di crediti deteriorati da Bpb.
L’assemblea dà così il via libera all’aumento di capitale da 933 milioni e al piano industriale che prevede 650 esuberi spalmati in dieci anni e chiusura di 91 filiali. Ma soprattutto prefigura con l’ingresso di Mediocredito la nascita, attorno alla Popolare, di un polo finanziario del Sud attraverso aggregazioni di altre banche. Per i 69 mila azionisti e i 15 mila obbligazionisti invece è previsto un pacchetto di interventi come il rimborso di 281 milioni di obbligazioni, il ristoro di 2,38 euro per azione ai soci che hanno comprato titoli nel 2014-15 e un tavolo di conciliazione.
Di «passaggio importante» per «rilanciare l’economia del territorio» parla il premier Giuseppe Conte: «Gli accertamenti sulla pregressa gestione sono ancora in corso ed è bene che procedano nel segno della inflessibilità ». Chiaro il riferimento al dominio incontrastato della famiglia Jacobini sull’istituto, interrotto alla fine dello scorso anno con l’arrivo dei commissari straordinari Enrico Ajello e Antonio Blandini (pochi mesi dopo l’ex presidente Marco Jacobini e il figlio Gianluca, condirettore, sono stati arrestati per falso in bilancio e ostacolo alla vigilanza). Anche il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri parla di «una svolta rispetto a un passato sul quale sono in corso i doverosi accertamenti». Gualtieri si dice però soddisfatto del voto in assemblea che serve a «un progetto più ampio di rilancio dell’economia del Mezzogiorno».

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