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Popolare Bari, Savona accusa: “In fumo oltre 700 milioni”

BARI — Per chi non avesse compreso esattamente cosa è accaduto in Puglia e perché quello della Banca Popolare di Bari è uno dei più grandi scandali bancari italiani, sono arrivate ieri in soccorso le parole del presidente della Consob, Paolo Savona. Che — davanti alla Commissione Finanze della Camera — ha spiegato, semplicemente, cosa è accaduto: «Un capitale di 442 milioni, diffuso fra circa 70 mila piccoli azionisti, si deve presumere sia stato perso». Una cifra che salirebbe di 291 milioni se si considerano anche i bond subordinati, che scadranno a breve, che Savona ha definito «a forte rischio». Fatto il quadro, disastroso, Savona ha chiesto ai parlamentari l’approvazione del decreto con cui il governo punta a creare una banca d’investimento per il Mezzogiorno. Una posizione condivisa dalla vice direttrice di Banca d’Italia, Alessandra Perrazzelli, ascoltata anche lei ieri in Commissione. «La conversione del decreto legge — ha detto — è indispensabile: consentirà di intervenire su alcuni problemi del sistema finanziario del Mezzogiorno, rafforzando la sua capacità di servire le imprese e le famiglie di quest’area del Paese». In questo senso sia Consob sia Banca d’Italia hanno spinto per la trasformazione immediata di Popolare in società per azioni. Passaggio che dovrebbe avvenire — se il crono programma indicato in queste ore fosse rispettato — entro la fine dell’anno. «La trasformazione — ha detto Perrazzelli — è il presupposto dell’impegno di Mediocredito centrale e del Fondo interbancario di tutela dei depositi dovrà avvenire con celerità e senza esitazioni». È un intervento complessivo da un miliardo e quattrocento milioni, «ma il progetto — hanno spiegato da Bankitalia — è aperto al contributo di soggetti esterni: altre banche del territorio, investitori non bancari, partner industriali. È auspicabile che altri soggetti privati siano coinvolti nell’operazione, per contribuire a irrobustirla». Una crisi, quella della Popolare, che per la vice direttrice di Banca d’Italia, è comunque da leggersi in un contesto di «bassa crescita economica del Mezzogiorno rispetto al resto del Paese», e alle «dimensioni assai contenute delle aziende del Mezzogiorno ». Su una possibile mancata attenzione della vigilanza sul caso Bari, Bankitalia ha invece rimandato le accuse al mittente. «L’azione della Vigilanza è stata continua e articolata », ha detto Perrazzelli, spiegando a chi lo ha chiesto che il commissariamento è arrivato soltanto a fine 2019 perché solo allora si sono creati i requisiti. Una parola è arrivata anche per i risparmiatori che si trovano in mano oggi azioni della Popolare che valgono poco più che nulla. «Andranno individuate — ha spiegato — forme di ristoro per i casi di comportamenti scorretti registrati in occasione degli ultimi aumenti di capitale».

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